Francesco Alberoni: stella della cultura umana

Stella di Ottimismo
Chi è Francesco Alberoni
E’ difficile presentare un uomo che ha scritto oltre 50 libri, tradotti in 15 lingue e venduti in milioni di copie, che è stato docente presso le più prestigiose università italiane ed estere, ideatore di campagne pubblicitarie che hanno creato interi pezzi della storia dei consumi italiani o che, per finire, ha scritto ogni Lunedì in prima pagina su Repubblica dal 1973!
Francesco Alberoni è un nome così noto che anche chi non ama la cultura, non legge saggi o non studia psicologia conosce, fosse solo per alcuni dei suoi libri e concetti più famosi come Innamoramento e Amore oppure un suo saggio del 1994 intitolato proprio L’Ottimismo
Come forse sai in questa rubrica dedicata alle Stelle dell’Ottimismo non inserisco tutti i personaggi che meriterebbero di essere considerati esempi di ottimismo… ma solo quelle persone che ho conosciuto personalmente e che hanno accettato di far parte del CLUB. Questo perchè mi piace l’idea che dietro a queste “candidature” ci sia una storia vera e vissuta!
Ebbene oltre a dire con piacere che anche l’illustre professore ha personalmente accettato di essere socio del CLUB degli Ottimisti, voglio raccontare cosa ho apprezzato di lui e perchè ci tenevo così tanto ad assegnargli la Stella dell’Ottimismo.
Perchè Francesco Alberoni è stato nominato Stella dell’Ottimismo
Tante volte leggiamo le Mission delle aziende e da qualche anno a questa parte anche le persone hanno imparato a scrivere qualcosa di simile, cioè una sorta di dichiarazione d’intenti, in cui si legge quali sono gli obiettivi e i valori per cui si intende impegnarsi.
Eppure un conto è fare delle dichiarazioni d’intenti e delle previsioni per il futuro, dicendo quello che vorremo fare… un conto è avere alle spalle una Mission Completed, cioè aver portato a termine quella missione!
Personalmente credo che il prof. Alberoni non abbia ancora compiuto del tutto la sua missione di vita… e gli auguriamo ancora tanti anni di impegno, ma a 82 anni e con il numero di saggi e opere da lui prodotte sull’animo umane, penso proprio che la sua Mission non sia più una “previsione” di successo ma una “constatazione”; una dato storico!
Indagare l’animo umano e cercare di capire come si crea e plasma la cultura di una società è una ambizione enorme, per cui di certo non basta una vita ma le persone ottimiste, sentono dentro di loro che vale la pena contribuire! Così ha fatto Alberoni dedicando tutta la vita a sperimentare, studiare e riflettere sulla psicologia, sulle abitudini di vita e sulle grandi passioni che albergano nell’animo umano.
Per sua stessa dichiarazione Alberoni si è sentito determinato a studiare la natura umana fin dall’età di 14 anni, in cui sfogliava un libro di filosofia… senza capirne più di tanto
ma restandone affascinato!
La sua carriera spazia dal ruolo di scrittore a quello di docente, passando per quello di consulente per grandi aziende o membro del CDA di Cinecittà e della RAI ed editorialista di La Repubblica per quasi 40 anni… eppure per sua stessa ammissione si tratta di traguardi che sono arrivati quasi “casualmente” mentre lui perseguiva il suo unico scopo: indagare l’animo umano!
Personalmente ho conosciuto Alberoni circa 10 anni fa, proprio quando ho iniziato a studiare tutto quello che era stato scritto sull’Ottimismo e naturalmente mi capitò in mano il suo saggio del 1994 intitolato proprio L’Ottimismo. Anche se quel saggio dovrebbe essere uno dei miei preferiti, personalmente ho apprezzato maggiormente La Speranza del 2001 in cui lo spirito di ciò che io intendo per Ottimismo Realistico viene descritto meglio ancora.
Che il professore Alberoni potesse dunque essere una STELLA dell’OTTIMISMO appare abbastanza ovvio eppure ho sentito il “dovere-piacere” di averlo tra i soci del CLUB dopo averlo conosciuto personalmente.

Avendo avuto la fortuna di sedermi affianco a lui per alcune ore durante un congresso, ho potuto scambiarci due chiacchere e fargli alcune domande e ti voglio raccontare brevemente cosa mi ha colpito di più delle sue risposte.
Prima di tutto il suo dichiararsi un “fortunato-impegnato”, nel senso che riteneva che alcune delle sue conquiste fossero il frutto del suo impegno ma anche della sua fortuna. Raccontò di come il grande successo arrivo con la pubblicazione di “Innamoramento e Amore del 1979 opera che lo ha reso famoso in tutto il mondo (vendendo milioni di copie) e di cui lui va molto fiero… ma disse anche che se non fosse stato per la “fortuna” di aver affidato il saggio ad un editore esperto come Rizzoli non avrebbe mai avuto quel successo!
Raccontò di come tante volte le sue idee lo misero in contrasto con politici o dirigenti delle istituzioni o aziende in cui lavorava ma che la sua capacità di tornare “serenamente” alla sua Mission originale, cioè studiare e sperimentare l’animo umano, lo aiutò sempre ad abbandonare senza rancori, felice di avere più tempo libero da dedicare alla sua passione. In pratica questa sua capacità di vedere la fine di una collaborazione come l’inizio di un periodo in cui potersi dedicare ad altre cose interessanti… lo ha aiutato a mantenere sempre buoni rapporti con tutti, a non “chiudere le porte” e quindi in definitiva ad essere considerato una persona con cui è facile lavorare… cosa che alla lunga è sempre vincente.
Infine raccontò di come la sua propensione a “fare il bastian contrario” e fare quasi sempre l’opposto di quello che aveva fatto lui stesso in passato, lo ha spinto ad essere un innovatore e per questo un leader nel suo settore. Ho molto apprezzato la sua onestà intellettuale nel dire che bisogna ammettere i propri errori e avere il coraggio di scrivere anche cose che contraddicono o correggono ciò che si è scritto in precedenza e che solo questo significa essere veramente votati alla ricerca della “verità”.
Dopo che gli spiegai del mio CLUB degli Ottimisti, invitandolo a diventarne socio, memorabile fu una sottile battuta che mi fece… per farmi riflettere su quanto ci sia bisogno di parlare di Ottimismo in Italia. Guardandomi negli occhi mi disse: << sai quante copie ha venduto, in Italia, il mio libro l’Ottimismo? 15.000 (quindicimila)! Sai quante ne ha vendute in Giappone? 1.500.000 ( un milione e mezzo!!!). Hai tanto da fare figliolo… >>
Insomma la mia personale passione per capire cosa rende le persone Ottimiste e cosa fa si che l’Ottimismo renda le persone straordianarie, mi porta a dire che Francesco Alberoni può essere una STELLA dell’OTTIMISMO per la sua capacità di vivere con un scopo alto e nobile, avendo la modestia e l’orgoglio di dare il proprio contributo ma senza mai attaccarsi alle posizioni raggiunte e anzi continuando ad innovare e ricercare nuovi modi e contesti in cui sperimentare e mettersi alla prova.
Alberoni è uno che ha accettato molte SFIDE, alcune le ha vinte e altre no ma la sua carriera così lunga e costellata di successi ci porta a sperare che passione, impegno, costanza e buone abilità relazionali siano una ricetta concreta per chiunque e in ogni momento storico… Per tutto questo dunque credo che anche Francesco Alberoni può essere considerato una “stella” capace di: farci alzare la testa e darci ispirazione!
Se vuoi conoscere meglio ancora Francesco Alberoni… visita il suo sito: www.alberoni.it
Con la STELLA dell’Ottimismo, Francesco Alberoni è anche diventato Socio “Ultra-VIP” del nostro CLUB e magari ci onorerà di qualche commento…
ATTENZIONE: se non sei già socio del nostro CLUB, ma hai apprezzato Francesco Alberoni, puoi approfittare della promo esclusiva riservata alle STELLE dell’Ottimismo ed entrare GRATIS nel CLUB per 7 giorni e poi decidere con calma se restare iscritto dopo aver provato il materiale.
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Ti auguro una meravigliosa esperienza nel CLUB e una ancora migliore nella tua vita reale!

Chi sarà la prossima “Stella dell’Ottimismo”? Per quale argomento verrà nominata?

Io l’hogià trovato… ma tu lo scoprirai solo restando nel CLUB !!
Se vuoi intanto conosci le altre STELLE dell’OTTIMISMO…



















è morto steeve jobs che è stato un vero innovatore sociale:cosa pensa
di lui? è vero che ci vorrebbero nella nostra società per mantenere
il benessere sociale di cui usufruiamo figure del suo calibro?e se mancassero quali aspèttative ci dobbiamo aspettare? con stima
nicola
è ovvio che le mie domande non facciano parte della filosofia del club ma sono un pò preoccupato del futuro
visto gli avvenimenti recenti dei black bloc della situazione finanziaria del mondo occidentale nicola
Ciao Nicola
le tue considerazioni fanno parte della filosofia del CLUB perchè parlare di leadership positiva come quella che aveva Steve Jobs è sicuramente sinonimo di parlare di ottimismo.
Cosa vuoi che pensi in merito?!
sicuramente se ogni persona che avesse nel suo campo il carisma e la visione illuminata di Jobs… tutto andrebbe meglio.
I capi devono avere leadership e visione positiva proprio per ispirare tutti gli altri ad andare in una certa direzione e ad innovare migliorando.
I black bloc ?? ammesso e non concesso che la loro protesta abbia veramente una connessione logica con i temi delle manifestazioni in cui intervengono, “distruggere” non potrà mai e poi mai essere un modo per “costruire” qualcosa di nuovo e migliore!
E’ un po’ come punire la morte con la pena di morte
non può funzionare, non è giusto e crea ulteriore violenza.
Il movimento di costruzione del nuovo deve essere qualcosa di “ecologico” cioè integrato con il sistema e per farlo ci vogliono uomini che conoscono il sistema attuale e possono cambiarlo da dentro, non ragazzini esaltati con il casco in testa!
Questa è la mia opinione.
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