Gli ottimisti non capiscono
Ciao, oggi ti racconto di quante cose non capisco
e di come ho capito che capirlo è da ottimisti! Hai capito?
Come al solito scherzo un po’ con le parole ma l’argomento di questa Pillola di Ottimismo lo ritengo importante perché riguarda le relazioni e in particolare il dialogo con gli altri in momenti di incomprensione.
Trattiamo di un tema molto preciso e quindi sarà un post breve.
Lo scenario in cui devi immaginarti è un classico dialogo con un collega, una persona cara o comunque qualcuno con cui stai parlando e con cui ci tieni che il rapporto resti “sereno”.
Immagina che ad un certo punto il discorso si faccia “caldo” e questa persona cominci a dire delle cose che tu non condividi proprio… o addirittura delle cose che tu ritieni delle “cavolate” o peggio.
Tu vuoi dire apertamente che ritieni “sbagliate” quelle frasi o che comunque non sei d’accordo ma cerchi un “ottimo” modo di farlo!!
Voglio dire che per farlo in modo “pessimo” non ci vuole molto, basta dire: << ma che cavolo dici? Questo è tutto sbagliato… ti dico io come sono le cose!! >>
Ci sei? In definitiva cerchiamo un modo per dire che non siamo d’accordo ma vogliamo un modo che mantenga il dialogo calmo e che produca dei risultati.
Allora la chiave è questa: dobbiamo scegliere se sottolineare il fatto che il nostro interlocutore “sbaglia” oppure che noi “non capiamo”.
Fai attenzione, non è che è sempre in un modo o sempre nell’altro… è che dobbiamo scegliere cosa sottolineare.
Con un po’ di ottimismo dobbiamo capire che per fare in modo che alla persona venga voglia di spiegarsi meglio o addirittura cambiare idea… funziona meglio dire: << scusa, non ho capito>>.
Che poi se ci pensi un po’ è vero!! Ogni volta che non sei d’accordo con qualcuno è perché tu hai in mente una idea diversa… e un modo di dirlo “brutale” è che “lui si sbaglia”, un altro modo di dire la stessa cosa è che “tu non hai capito”.
Quando dici, << scusa non ho capito>> stai delicatamente dicendo che quello che la persona dice “non si capisce” e implicitamente chiedendo che deve dirlo meglio. Questa richiesta è molto delicata e non offensiva, poiché apparentemente mette te (che non hai capito) in una posizione di “debolezza” ma da all’altro la responsabilità di rispiegarsi.
Se la cosa continua, dovresti continuare a “non capire”
e cioè ripetere ancora: << perdonami ma proprio non capisco cosa vuoi dire… >>.
Qual è la componente ottimista di questo atteggiamento?
La pillola di Ottimismo è questa: l’ottimismo è fiducia in te, negli altri e nella possibilità di capire e sistemare le cose… assumersi la responsabilità di non capire influenza l’altra persona e la porta a spiegarsi meglio, mentre “accusare” l’atro di “sbagliare” lo porta ad “accusarci di non voler capire” e gli toglie la responsabilità di spiegarsi meglio.
Se tu sei ottimista vuoi credere che potrete capirvi e paradossalmente partire dalla posizione in cui “non hai capito” funziona meglio! Provare per credere….
Ok, con oggi è tutto ma ti chiedo di lasciare un commento in merito a questo tema della comunicazione da ottimisti.
Ti saluto con il solito ottismo
Sebastiano
PS. Oggi è l’ultimo giorno per approfittare dell’Offerta Anniversareio per entrare in Accademia dei Miglioramenti… hai capito?
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49 Commenti
Petar
luglio 19th, 2009 at 10:22
Bel post, breve, acuto, intelligente e pratico. Complimenti!
Karlo
luglio 19th, 2009 at 10:28
“Sono pienamente d’accordo a metà” mi viene da dire, in realtà la semplice affermazione “non ho capito” si puo’ prestare ad essere interpretata in modi differenti (sopratutto se la discussione è calda” in affermazioni tipo
ma allora “non vuoi capire”, ergo “sei te che non capisci” , “il problema è tuo,
secondo me ‘affermazione “non ho capito”puo’ essere utile solo in certi contesti
Donatella
luglio 19th, 2009 at 11:00
Karlo ti capisco…. E’ anche vero che se l’altro pensa “tu non capisci e il problema è tuo” almeno la discussione termina senza arrivare agli insulti….
Cercare un punto di incontro tra due persone che pensano due cose opposte è sempre un’ottima cosa, io spesso dico “Mi stai dicendo che…..” e gli ripeto quello che dice anche con parole diverse per fargli risentire quello che è il suo pensiero o comuque quello che io ho capito. Spesso si risolve il tutto in questo modo perchè o lui non si è spiegato bene o io ho frainteso.
ester
luglio 19th, 2009 at 11:42
BELLISSIMO QUESTO POST!!!
In questo caso in particolare. Si perchè la DIREZIONE RELAZIONALE FINALE, cioè la “piega” che prenderà il proseguimento della relazione, dipende da me. Dipende da quello che CREDO e di conseguenza DICO.
Il fatto che ogni volta abbiamo la possibilità di SCEGLIERE, cosa pensare-dire-fare, mi gasa da morire!
Io uso un trucco molto semplice e a volte anche divertente, che si può applicare ad ogni dialogo. Per prima cosa mi chiedo “Perchè mi sta dicendo questa cosa?” mentre osservo COME me la dice. Lo sappiamo tutti che il tono, la postura, lo sguardo, l’atteggiamento rivela in parte l’intenzione, l’intensità, il significato di ciò che stiamo ascoltando. Secondo, cerco di immedesimarmi in lui, mi calo nei suoi panni, cerco di vedere la cosa dal SUO punto di vista. Questo è il punto focale del trucco! mettersi al posto dell’altro zittendo le PROPRIE CONVINZIONI opinioni credenze.
A questo punto mi viene spontaneo e conciliante dire “ACCETTO IL TUO PUNTO DI VISTA, MA FACCIO FATICA A CONDIVIDERLO perchè….”
Il fatto di ” accettare e non condividere” per la mia umile esperienza, ha salvato la quasi totalità delle relazioni che non volevo perdere. Questo atteggiamento cosa produce?!?!? ti permette di prendere le distanze dall’argomento senza lasciare morti e/o feriti sul campo! Il non GIUDICARE l’altro e farglielo sapere spalanca la porta ad un dialogo costruttivo e mantiene in essere la relazione. In certi casi anche molto gravi, in cui si ricevono confidenze anche toste e contrarie all’etica della convivenza, alla legge, creare lo scontro vuol dire alzare delle barriere e “perdere” la persona che è al dilà della brricata. In questa maniera non diamo la possibilità all’altro di rasserenarsi e ritrovare il proprio equilibrio, gli precludiamo ogni via d’uscita tranne quella che ha esposto lui… se uno per esempio mi dice “Voglio fare una rapina perchè non ce la faccio a rimettere a posto i miei debiti” è ovvio che sta cercandoi aiuto, un’alternbativa, altrimenti lo farebbe senza dirmelo, rendo l’idea?? se me ne parla 9 su 10 è perchè sta cercando una soluzione che da solo nn riesce a trovare. Se io lo giudico perchè non è morale quello che vorrebbe fare, o critico la sua passata condotta, non farò altro che rafforzare in lui la sua detrminazione perchè potrebbe pensare ” guarda te, questa dice di essermi amica, e poi non capisce niente di quello che mi sta succedendo” e così si chiude la relazione.Pensa a quando tu hai dei problemi, come ti senti? Preferiresti che chi ti ascolta ti respingesse o ti accogliesse?? bene! allora c’è solo una strada da imboccare:
FARE AGLI ALTRI QUELLO CHE VORRESTI FOSSE FATTO A TE!
ciao a tutti e buona domenica
Giuseppe
luglio 19th, 2009 at 11:44
BEllo molto bello. Anche se è una tattica che comunque viene usata spontaneamente da chi è gia nato ottimista
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:00
*** X Petar
Commento breve e pratico. Grazie
Sebastiano
gianluca
luglio 19th, 2009 at 12:02
Grazie per questo post Sebastiano! A volte capita ,anche ai più ottimisti conoscitori della comunicazione di cadere nella trappolina del “ma cosa dici!”… e quando sembra che non ci sia più niente da fare con l’interlocutore ,in realtà è stata solo una giornata poco ottimistica! Mi capita ancora ,ed è incredibile constatare come tutto si può riprendere al meglio,nelle 24 ore successive improntando la comunicazione in modalità “scusa ma credo di non aver ben inteso la tua domanda:puoi ripropormi la domanda in altre parole?”
Parlo per esperienza personale e dico che ,come per magia funziona alla grande! Aggiungo anche che questo approccio riduce al minimo le possibilità di incomprensione e permette di accedere a una relazione più profonda.
Buona domenica a tutti!
Ciao Sebastiano
Gianluca Sirigu
Laura
luglio 19th, 2009 at 12:02
Ci proverò! Voglio toccare con mano (o sentire, meglio!) i risultati.
Grazie
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:09
*** X Karlo
Il “lato oscuro” delle relazioni… è che noi non possiamo controllare le reazioni altrui… ma possiamo solo cercare di prevenirle e poi contro-influenzarle una volta manifestate.
Quindi premesso che nessuna “frasetta” può essere esente da cattive interpretazioni, sono d’accordo con te… ma proprio per questo la frase “non ho capito” si presta bene anche ad una replica tipo:
< < ... io voglio capire, "giuro" ma non riesco... hai ragione sono io a non capire... e ti chiedo di aiutarmi a farlo... >>
A quel punto l’altro “non ha scelta”: ho si spiega meglio o rinuncia a farsi capire!!
Comunque questo del “non ho capito” non è un trucchetto ma una frase che rappresenta un approccio e uno stile e non sto nemmeno dicendo che sia l’unico o il migliore!
Magari le prossime volte approfondiamo oppure se la cosa ti interessa puoi valutare il mio PNL e Comunicazione Emotiva che trovi su:
http://www.pnl-ebook.info
Grazie per il commento
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:18
*** X Donatella
Hai risposto a Karlo come ho risposto io.
In merito alla “tecnica” del: < < mi stai dicendo che...>> credo che riformulare la frase detta dall’altro sia “pericoloso” perchè si presta alla contro risposta: < < no... io non ho detto così!>>
Dopo di che molte volte funziona alla grande e in merito in uno dei prossimi post se vi va vi darò un altro “trucco”.
Continua a seguirmi e grazie
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:22
*** X Ester
Ciao carissima
il tuo approccio è “profondo” e direi che merita tutto questo impegno nelle relazioni veramente importanti.
Non sempre onestamente si ha voglia di mettersi nei panni degli altri, ecc…
Credo che il bello del “NON HO CAPITO” è che è un approccio molto semplice che io chiamo da “pigri ma ottimisti”.
Grazie comunque dell’approfondimento prezioso
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:24
*** X Giuseppe
Si, lo penso anche io!
“Non ho capito” è un gesto semplice, onesto ed essenziale.
I bambini lo dicono spesso… e loro sono sempre ottimisti.
Ci ritorneremo presto
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:26
*** X Laura
facci sapere i tuoi risultati
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 12:28
*** X Gianluca
Pienamente d’accordo!
Dopo tanti anni di questo lavoro, penso sempre di più che il “mio compito” sia semplicemente far ricordare quello che già sappiamo ma che dimentichiamo troppo spesso.
Sebastiano
massi
luglio 19th, 2009 at 12:59
mah, punto di vista interessante!,il fatto di far rispiegare le cose al nostro interlocutore fa si, che anche lui dovendosi spiegare meglio si renda conto della cagata mostruosa di cui è convinto!
… scherzo ovviamente, mettero in pratica questa teoria… grazie molte..
sonia
luglio 19th, 2009 at 13:04
dire nn ho capito quando si è capito benissimo serve solo a salvare il rapporto e a nn litigare!se è questo ke vogliamo, specialmente se si convive cn la persona con cui si sta parlando,allora è un’ottima soluzione.
Vincenzo
luglio 19th, 2009 at 13:14
Bel post davvero!!!
direi chiaro semplice ed efficacie: degno di PNL!!!
E’ vero, ringrazio Sebastiano x avermi dato delle dritte su cosa dire nei momenti di “conversazione calda”.
Ottimo, da vero ottimista, ottimo!!!
Vincenzo Maurizio
luglio 19th, 2009 at 14:59
Sono perfettamente d’accordo con quanto detto da Sebastiano e condivido molto anche i vari commenti.
Quanto detto accade nella vita di tutti i giorni, al lavoro, in famiglia e con gli amici.
Secondo me, quando accade ciò, il nostro atteggiamento di “valutazione” nei confronti dell’interlocutore, ci può portare a guidare l’argomento e quindi a trasmettere il nostro modo di pensare motivato.
Ovviamente occorre muoversi in modo tale che l’altro (ci sono persone molto preparate) non si accorga di questo.
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 15:15
*** X Massi
Caro Massi… nel caso in cui tu dici “non ho capito” mentre pensi “che c…ta mostruosa” forse il tuo tono, il tuo sguardo faranno capire la verità: che hai capito ma non condividi!
Io sto dicendo che dovremmo essere così ottimisti da considerare per un istante l’ipotesi di non aver capito… e che l’altro possa semplicemente spiegarsi meglio. In effetti dire “Non ho capito” con tono “neutro” e “umile” porta l’altro a riformulare il pensiero.
AD un certo punto se proprio non condividi… DEVI dirlo e li ci sono altri modi di essere ottimisti e magari ne parleremo!!
Continua a seguirmi qui nel BLOG che ne parliamo
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 15:20
*** X Sonia
Hai ragione che in quel caso serve “solo” (cosa comunque non da poco) a salvare la quiete pubblica
ma tante volte possiamo dire “non ho capito” anche quando realmente non siamo certi di aver capito!
A me spesso piace pensare che se stiamo “litigando”… è perchè qualcuno non ha capito e siccome so che spesso siamo “orgogliosi” e dire “non ho capito” richiede umiltà (per dirlo sinceramente) allora cerco di dirlo io e in genere la cosa funziona.
Se proprio non si condivide… credo che alla lunga “salvare la quiete” non sia la cosa migliore
Ma ne riparleremo… continua a venire a trovarmi
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 15:23
*** X Vincenzo
Grazie caro, sei sempre molto generoso nei tuoi complimenti e li apprezzo molto perchè so che sei una persona anche critica e che mette in pratica veramente quello che impara.
Ma …… non ho capito… ti è piaciuto il post ?
Scherzo è!!
Ci vediamo in giro per le Aule AdM
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 15:25
*** X Vincenzo Maurizio
Interessante riflessione!
Tanto per stare in tema: non ho capito perchè l’altro non dovrebbe accorgersi del nostro atteggiamento di “valutazione”?
Grazie della risposta
Sebastiano
Vincenzo Maurizio
luglio 19th, 2009 at 16:54
Risposta a Sebastiano:
Perche l’Interlocutore (attento e preparato) accorgendosi della nostre “operazioni di guida del discorso” potrebbe in qualche modo cercare di invertire le posizioni e magari dire delle cose indirizzate ad analizzarci (dicendo ad esempio delle bugie) e alla fine dire o pensare: ma non prendermi in giro.
Cosa ne pensi?
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 17:27
*** X Vincenzo Maurizio
C’è sempre un rischio… è vero!
Ma se abbiamo veramente un interlocutore attento e preparato capirà che vogliamo realmente capire e non guidare o peggio manipolare!
Credo comunque che le bugie possano essere elicitate maggiormente se iniziamo a dire “no… non è vero, ti sbagli”.
In fondo è questo l’errore N.1 in comunicazione; dire: tu ti sbagli e io ho ragione!
Poi a livello pratico ci sono delle occasioni in cui è proprio così e se siamo stanchi o in fondo “litigare” è quello che vogliamo…. allora essere diretti e dirlo può comunque essere fatto!
Se la relazione è “solida” non si rovina per un incidente
, così come se è “rotta” non si aggiusta con un “trucco linguistico”
Credo comunque che il discorso potrebbe ampliarsi molto mentre il mio post di oggi era molto più modesto… magari nei prossimi giorni riprendiamo…
Grazie per l’attenzione
Sebastiano
Fabio
luglio 19th, 2009 at 21:13
In effetti condivido questa tattica:penso che proverò a metterla in pratica in special modo come è stato detto, quando la discussione sta prendendo una brutta piega e non si vorrebbe rovinare tutto solo per una questione di chi ha ragione.
Ottimo spunto direi!
Un saluto a te Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 19th, 2009 at 23:21
*** X Fabio
Bene!!!
Se posso suggerirti…. prova ad usare questo approccio anche prima che la discussione prenda una brutta piega!!
Magari parleremo delle tecniche anti “piega” più avanti.
Sebastiano
roberta
luglio 20th, 2009 at 00:54
Funziona!
Si senza saperlo son già un po’ più ottimista di quello che pensavo!
E’ una tattica che uso spesso perchè detesto litigare anche perchè tutti abbiamo ragione ….dal nostro punto di vista.
Grazie Sebastiano
filippo
luglio 20th, 2009 at 08:35
innanzi tutto grazie per aver fatto questa pubblicazione, proverò ad applicarlo soprattutto con mio figlio, adolescente, che sta vivendo “male” il suo tempo e… vorrebbe spaccare il mondo a volte o estinguere se stesso altre, indicando in noi genitori le cause del suo malessere…
cordialmente filippo
carla
luglio 20th, 2009 at 09:39
Trovo che la “pillola” sia ottima nei rapporti lavorativi e formali in cui la mancanza di una conoscenza + intima, frena la spontaneità.
Da un amico mi aspetto un atteggiamento + spontaneo, non maleducato, ma neanche troppo ragionato…………forse sbaglio
buona giornata
Aurea
luglio 20th, 2009 at 12:24
Avessi saputo prima di venerdì scorso, che parlando con una persona anziché dire: “scusa non ho capito” ho cercato di giustificarmi una mia azione fatta con il cuore, senza nuocere nessuno, che la persona che mi ha telefonato ha girato come voleva lei, sa Dio a che scopo. Una frase che prendo nota subito per la prossima. Grazie Aurea
Sebastiano Todero
luglio 20th, 2009 at 14:20
*** X Roberta
Bravissima: tutti abbiamo ragione ….dal nostro punto di vista!!
Dire “non capito” significa dire “non ho capito le tue ragioni” che è molto più delicato rispetto a dire “non hai ragione”.
Ti avverto però che per quanto possa essere efficace come approccio è anche “faticoso” perchè troveremo qualcuno che se ne approfitta!
Magari parleremo di come fare in quel caso.
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 20th, 2009 at 14:25
*** X Filippo
Ciao e complimenti! I genitori che hanno voglia di capire non sono sempre tantissimi!!
Ti auguro che la cosa funzioni e se posso aggiungere, incornicia il tutto dicendo: < < .... non lo so: è un periodo che forse non capisco!! prova ad aiutarmi a capire... >>
In un caso tuo figlio si scioglie e ti spiega tutto… nell’altro se ne approfitta e ti da dello “scemo”
Tu non rischi nulla in entrambe i casi poichè nel primo caso va benissimo nel secondo caso va molto meno bene ma almeno ti ha detto apertamente cosa pensa di te e da li…. ripartite, questa volta per fargli capire che lui si sbaglia!!
Un abbraccio
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 20th, 2009 at 14:27
*** X CArla
no secondo me non sbagli! con gli amici è bellissimo dire quello che pensiamo senza tante “tecniche”!!
Qui parliamo proprio di provare a partire dall’ipotesi di non aver capito e poi casomai se proprio capiamo di aver capito bene… allora è giusto anche manifestare il disaccordo.
E’ solo la partenza che cambia ma si sa che chi ben comincia è a metà dell’opera.
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 20th, 2009 at 14:29
*** X Aurea
Dai…. meglio tardi che mai!!
Forse l’episodio di Venerdì ti ha reso più sensibile a questo argomento e adesso in questa “Pillola di Ottimismo” hai trovato quello che cercavi.
Continua a seguirmi
Sebastiano
flavio
luglio 20th, 2009 at 16:10
sono d’accordo con lei, è una giusta strategia di comunicazione usare questo metodo e mi sono reso conto di averlo fatto anch’io in situazioni simili a quelle descritte. Il fatto è che ognuno ha una particolare concezione del mondo e il modo di esprimersi riflette questa concezione. Il brutto è però trovarsi noi a spiegare varie volte ad una persona qualcosa che continuerà a non capire per il fatto di non possedere strumenti adeguati alla comprensione. Credo sia una realtà.
Monica
luglio 20th, 2009 at 17:42
caro Sebastiano,io ho proprio l’abitudine di dire continuamente” non ho capito”,spesso neanche la persona con cui sto parlando ha le idee chiare su cosa intende dire e il mio “non ho capito”l’aiuta a riffletterci un attimo. Io lo dico molto sinceramente perchè spesso e volentieri non ho proprio capito e perchè non mi accontento di una lettura superficiale delle cose. Ma oggi l’interrogativo per me più pressante è un altro:come faccio ad essere ottimista quando l’unico ragazzo che mi interessa veramente e che mi ha manifestato in un’occasione il suo interesse per me,e di cui sono proprio innamorata,non vuole aprire neanche un dialogo,mi ha detto che ha bisogno di tempo,non ha risposto quando ho provato a chiamarlo nè agli sms. La scusa è che è molto impegnato con il lavoro. La verità è che c’è dell’altro che gli impedisce di avvicinarsi a me e lui lo vorrebbe, eccome! Con il mio ottimismo son convinta che si potrebbe eliminare questi impedimenti con estrema facilità,si tratta probabilmente di difficoltà economiche. Se solo dialogassimo e lui mi conoscesse un pò,capirebbe che non me ne frega nulla dell’aspetto finanziario della vita e ancor meno del suo. Ormai sono mesi che mi rimanda,quando ha risposto agli sms. Io non provo neanche più a contattarlo,non voglio fargli pressioni. Ma non riesco a dimenticarlo e oscillo costantemente tra la speranza che in futuro magari riesco ad incontrarlo e la sofferenza della dura realtà che lui non mi chiama. Posso essere ottimista su tante cose,ma sul fatto che sugli uomini “non ho capito”, proprio non riesco ad essere ottimista. E quel che è peggio non riesco ad essere ottimista neanche sul fatto che mi posso liberare di questo innamoramento velocemente,visto che è da maggio che ci provo e non ci sono riuscita e questo sta condizionando negativamente i miei risultati concreti (mi devo laureare a febbr.2010) e non riesco a concentrarmi nello studio. Caro Sebastiano,dimmi tu come faccio ad essere ottimista e riuscire ad aprire una comunicazione con quest’uomo. PEr favore non ditemi di guardarmi intorno e cercare un altro uomo. Sono grata a chiunque vuole darmi un consiglio
Angelo
luglio 20th, 2009 at 18:13
Complimenti al post di Ester!!!!!!!!!!!! Da psicanalista;-)
Sono pienamente daccordo.
Credo anche sia questione di liberta’ individuale.
Ognuno e’ libero di non capire e non sforzarsi di fare il contrario,molte volte solo per mancanza di umilta’ ed egoismo in abbondanza.
Quando io incontro queste cose limitanti e molto evidenti taglio corto.
Ciao Seba.
Carmelita
luglio 20th, 2009 at 21:29
Sì! E’ un modo infallibile per dissentire, invitare alla riflessione, non
mancare di rispetto e…non rompere le relazioni.
L’ho sperimentato tante volte, ma purtroppo non sempre l’autocontrollo mi
permette questo eccellente comportamento, perchè la prontezza della parola,
a volte, arriva prima del pensiero.
Grazie per l’eccellente ricordo e per gli infiniti aiuti, sempre
opportuni, che ci dai ne farò tesoro.
Cari saluti
Carmelita
Alessia
luglio 20th, 2009 at 21:33
Confesso che non è semplice non contestare immediatamente qualcosa che non ritieni giusto sopratutto in una relazione ma la metterò in pratica, forse il trucchetto che mi ci vuole è proprio questo!!!
Sebastiano Todero
luglio 20th, 2009 at 23:51
*** X Flavio
Gentile Flavio, hai ragione… nel caso in cui con pò di pazienza dovessi verificare che è proprio l’altro che “non ha capito”…. allora ci vogliono altre strategie.
il mio suggerimento riguarda proprio il 1° passo, cioè quello che possiamo dire la prima volta in cui in un discorso sentiamo che le idee non sono allineate…
Come avrai capito
Il 1° passo è importante ma non è l’ultimo… quindi così si può iniziare e per continuare… ne parleremo!
Ci sentiamo presto
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 20th, 2009 at 23:57
*** X Monica
cara amica “innamorata”… qui sei nel BLOG dell’ottimismo realistico e quindi figurati se posso dirti di “rinunciare”.
Io VOGLIO dirti di pensare a te e a lui assieme, di farti un “sogno ottimo” di come potreste stare ma poi DEVO dirti che devi andare a raccontarlo questo sogno, devi farglielo vivere, almeno un pezzetto.
Se lui ha dei problemi significa che non ha energia e voglia di fare almeno in questo periodo… e tu non puoi “obbligarlo”. Tu puoi invogliarlo, ispirarlo, attrarlo e influenzarlo… ma non obbligarlo.
Se farai qualche mossa più impegnativa, oltre le telefonate e gli sms, alle quali è facile non dare risposta… presto o tardi succederanno due cose:
1) lui comincia a notarti e da li cominciate a parlarne…
2) tu ti stufi da sola e hai risolto comunque….
E’ solo continuare a pensare senza agire che è logorante!
Quindi pensa con ottimismo e poi agisci con realismo!
Un abbraccio
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 21st, 2009 at 00:00
*** X Angelo
Visto Ester che super “allieva” ??
Se un giorno vado in vacanza lascio a lei la scrittura del BLOG!!
Ci sentiamo presto
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 21st, 2009 at 00:02
*** X Carmelita
ciao e grazie dei tuoi complimenti sempre graditi.
Penso anche io che “NON HO CAPITO” sia soprattutto (come hai detto tu) un buon modo per: invitare alla riflessione e non mancare di rispetto.
Continua a seguirmi e passa parola
Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 21st, 2009 at 00:05
*** X Alessia
conto-confessione: io sono una delle persone meno pazienti al mondo… quando si tratta di ascoltare qualcuno che secondo me dice delle “cavolate”
Credo di aver sviluppato questo modo di dire, un pò perchè alle volte è proprio vero e con la maturità avendo avuto la fortuna di parlare con molte persone che stimo molto, mi sono trovato quasi “obbligato” a dire: < < scusa ma non ho capito...>
Così ho pensato che è un buon modo in assoluto e se ti abitui a farlo è anche più facile di altri approcci più sofisticati!
Un saluto
Sebastiano
Monica
luglio 21st, 2009 at 10:46
Grazie Sebastiano, per le tue parole. Mi sono molto utili. Certo riuscire ad incontrarlo non sarà semplice,ma un modo lo troverò. Grazie ancora
doc63 Pietro Trevisan
luglio 23rd, 2009 at 22:29
só che avrei dovuto chiederlo prima, ma oramai l´ho pubblicato sul network di OKNOtizie ove a volte scrivo e questo mi sembrava doveroso condividerlo con molti italiani e non ( http://oknotizie.virgilio.it/info/309542382c3cedec/pillole_di_ottimismo_scusa_ma_non_capisco_..html ) ciao Sebastiano
Sebastiano Todero
luglio 24th, 2009 at 13:14
*** X Pietro Trevisan
Ciao Pietro…. non dirlo neanche: hai fatto benissimo e anzi ti ringrazio!!
Ti autorizzo preventivamente a farlo tutte le volte che ritieni utili o piacevoli le Pillole di Ottimismo !! Il mio scopo è condividere queste idee e se mi aiuti a farlo è solo un piacere.
Continua a seguirmi e grazie ancora
Sebastiano
Titta Avellano
luglio 31st, 2009 at 10:05
Quanto è vero. Ma devo ammetterlo, quanto è difficile, almeno per me. Eppure penso di poter dire di me di essere ottimista. Ma forse non sempre, o forse non sempre nel modo giusto. Comunque sono sempre pronta a conoscere e “riconoscere” nuove tecniche, metodologie e pensieri che possano aiutarmi a migliorare, a crescere, a vivere in sintonia con il mondo.
Buona vita a tutti
haivoth
giugno 3rd, 2010 at 03:10
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