Beh il titolo di oggi non è certo tra i più allegri…vero?
Eppure esiste anche quella!!
Oggi che è Domenica, e forse si ha 15 minuti in più per riflettere, proviamo a dire qualcosa su questo tema “difficile”.
Spesso durante i miei corsi sull’Ottimismo, qualcuno mi dice: “….si, ma come si fa ad essere ottimisti se perdi una persona cara?? ”
Se ti interessa la mia risposta…
Siamo tutti d’accordo sul fatto che la scomparsa di una persona a noi cara, sia un genitore, un fratello, un figlio o il partner ma anche un amico…sono tra gli eventi negativi della vita più gravi!!
Quindi affrontarli resta una cosa molto difficile e faticosa.
Tuttavia, il modo in cui può affrontare il lutto un Ottimista rispetto a come lo affronta un Pessimista, non differisce per il fatto che al primo risulta facile e al secondo impossibile…..le differenze non sono così banali ed estreme. Eppure delle differenze ci sono!!
In generale si è notato che le persone con uno stile di pensiero Ottimismo Realistico, davanti ad eventi negativi o tragici hanno comunque un momento di sconforto o vera e propria depressione.
La vera differenza è che, rispetto alle persone pessimiste, gli ottimisti si:
- Riprendono più in fretta, cioè stanno male per un tempo minore (non meno intensamente).
- Si riprendono più forti di prima
Queste due singole differenze fanno una enorme differenza e se non possono e non devono portare gli ottimisti ad essere indifferenti alla “morte”, riescono a renderli più “saggi” davanti a questo evento così negativo.
In questo singolo post non c’è spazio per spiegare dettagliatamente i 4 meccanismi mentali con cui gli ottimisti riescono a interpretare anche questo evento così doloroso, in modo equilibrato e perfino virtuoso.
Eppure tutti sappiamo che esistono culture intere, rappresentate da miliardi di individui (una per tutte la Cina) in cui l’evento “morte” è affrontato (paradossalmente dal nostro punto di vista occidentale) come una “festa”!! Certo non si tratta di una festa che ci si augura di fare… ma resta a tutti gli effetti una celebrazione positiva, in cui la psicologia e lo “spirito” di chi resta è sintonizzato sulla “gioia” di chi è scomparso.
Anzi, provare dolore e tristezza, viene visto come una forma di “egoismo” che impedirebbe allo spirito del defunto di andarsene sereno.
Ti parlo di una cultura intera, se pur così diversa dalla nostra, perché tu non possa pensare che si tratta di una strana distorsione di qualche ottimista estremo ed isolato!!
Eppure proprio di una distorsione di tratta….una distorsione Causa->Effetto, cioè un pezzo del nostro modo di pensare che ci dice come reagire davanti a determinati eventi, che per i pessimisti è:
Causa/Morte -> Effetto/disperazione
ma per gli ottimisti può essere:
Causa/Morte -> Effetto/ispirazione
La pillola di Ottimismo è questa: Per le persone che interpretano la “morte” di un caro con Ottimismo Realistico, si tratta di un evento doloroso, spesso indesiderato e che fa sicuramente soffrire nell’immediato. Qualcosa che ci toglie il fiato… a cui però segue una “ispirazione” poichè se la persone che perdiamo era veramente importante per noi… ci lascia sicuramente una eredità “spirituale” che ci rende persone migliori: più forti di prima!
Non c’è nulla di facile o automatico in questo…ma tuttavia è possibile: miliardi di persone lo fanno!!
Il compito di cogliere l’eredità spirituale delle persone che persdiamo, di diventare persone migliori di quelle che eravamo, spetta a noi, è una nostra responsabilità!
Ti auguro di far tue queste convinzioni e di poterle usare per star vicino a qualcuno che deve affrontare un momento difficile come la morte di una persona cara!
Ti saluto e ti do l’appuntamento al prossimo post con il consueto buon umore e allegria.
Sebastiano
PS. oggi una persona che conosco ha perso una persona a lei molto cara e queste riflessioni spero positive… derivano da questo evento negativo.
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5 Commenti
Anna Piemontesi
settembre 23rd, 2008 at 13:23
Ciao Sebastiano, sono davvero parole sagge quelle che hai scritto. Da quando frequento AdM mi sono resa conto di molte cose. Una fra queste è proprio la mia reazione di fronte ad eventi “catastrofici”. Ti ringrazio tanto per quello che scrivi e per quello che fai.
Anna
manuela
settembre 26th, 2008 at 18:26
Non c’era soluzione alla morte di mia madre, noi tutti lo sapevamo…
Non sappiamo fino a che punto lei fosse cosciente sabato pomeriggio; ma lo era anche se la comunicazione tra noi e lei non era possibile nei modi consueti. Ho trascorso tutto sabato pomeriggio ad accarezzarla, cercando di mettere insieme tutta la tenerezza che potevo aver conosciuto nella mia vita per comunicarla a lei e restituirle tutto l’amore che lei aveva donato a tanti… Io devo a lei un grande dono: da lei ho imparato il coraggio, un coraggio che rasenta la testardaggine. So che questo non è un punto d’arrivo; ma solo un’opportunità di scelta in più per quello che ancora mi aspetta. E in questi giorni il coraggio di affrontare questa realtà con la sua inevitabilità, anzi con la sua necessità, meglio ancora con la sua naturalità e con serenità è quello che ha reso giuste le cose non per dimenticare la difficoltà del distacco; ma per imparare una volta di più che ogni cosa ha il suo momento e che quello va vissuto con intensità, spendendo noi stessi. Il giorno in cui abbiamo sepolto mia madre era una bella giornata di sole, una di quella che io ho definito la mia bellissima estate perchè nel bene e nel male ho goduto e apprezzato di ogni istante. E’ stata davvero una festa: la commozione era tanta; ma non il pianto. Non mi è facile tradurre in parole quello che credo fosse il sentimento comune che oltrepassava largamente il dolore, forse posso usare il termine gratitudine e la gratitudine per me non si accompagna al pianto ma al canto.
Sebastiano Todero
settembre 27th, 2008 at 00:52
Ciao Manuela
si scrivono tante parole…sulla carta stampata e sul web!! Alcune sono parole utili a vivere meglio, altre sono perfettamente inutili.
La tua esperienza è vera e chi leggerà cogliendo un nesso tra la promessa del mio post e la conferma del tuo esempio, potrà dire a se stesso e a chi vuole bene che è possibile!!
E’ possibile interpretare anche la morte, la più difficile delle umane sfide, con un atteggiamento ottimista, sapendone cogliere i riflessi positivi, per quanto ben nascosti nell’ombra delle evidenti negatività.
Teorizzare bene ciò che è possibile era il mio intento ma tu ne hai dato un esempio concreto. Dalla teoria alla pratica!
Sapendo che non c’è nulla di più pratico di una buona teoria, ma ricordando che la pratica è l’unica cosa che conta veramente!!
Grazie della testimonianza.
EVI
ottobre 1st, 2008 at 02:38
tutto passa e non si può fermare,
eppure quel che è passato non si può dimenticare,
credi di aver puntato tutto sulla ruota sbagliata
e adesso senti il vuoto lasciato da quello che non c’è più.
Lo senti, certo che lo senti.. come si può ignorare?!
Ma tutto passa e non si può fermare,
le tue risorse non sono certo finite,
adesso si va avanti.
EVI
ottobre 1st, 2008 at 02:41
CARA MANUELA TI SCRIVO PER DIRTI
La ricorderai eccome…ogni istante della tua vita potrai sentirla perchè sarà presente, nei ricordi, ma soprattutto nel cuore…
Non combattere il dolore è inevitabile che in questo momento sia + forte, accetta la sofferenza xkè è naturale che tu possa provarla, ma nn farti annullare completamente da qst sentimenti…
Trova il coraggio e tutto l’amore possibile per dire almeno un ti voglio bene…e abbraccia, bacia..insomma ama come non hai mai potuto fare…Nn puoi correre il rischio di avere dei rimorsi..
Io ti capisco perfettamente purtroppo…
Abbi forza per te e per la tua persona cara, non farti vedere triste piuttosto ridi cn lei il + che puoi
Sarà sempre viva in te.
Un abbraccio fortissimo.