Questa volta mi sono scatenato con il titolo….
Ottimismo e Intelligenza Emotiva vanno d’accordo… questo è chiaro!
Ma che cavolo c’entra il benzinaio???
Sarà mica un articolo su come essere ottimisti rispetto al caro benzina?
Forse su come gestire le emozioni quando facciamo il pieno?
E poi perchè nella foto, al posto dei nomi dei carburanti ci sono 3 emozioni??
Come sai questo BLOG non è il solito contenitore di articoli “tradizionali”… lezioncine più o meno copiate dai libri.. ma è un mix tra un BLOG privato cioè un posto dove l’autore racconta le sue storie di vita e al tempo stesso un luogo dove trovare riflessioni autorevoli sull’Ottimismo Realistico, fatte da chi studia e insegna questo tipo di psicologia da oltre 10 anni.
Cribbio… sono o non sono l’esperto italiano di Ottimismo Realistico?? Certo che si
e in effetti questa sera ti racconto una potente metafora che ho creato per me e i mie “studenti” di Intelligenza Emotiva, una metafora che cambierà il tuo modo di “fare benzina”….
Ti ho messo un pò di curiosità ??
Giusto questa sera ho concluso un corso di 20 ore su due delle tematiche che mi appassionano maggiormente: Ottimismo e Intelligenza Emotiva.
Sono circa 10 anni che insegno alle persona ad essere più Ottimisti e realisti e a gestire meglio le loro emozioni ma ovviamente sono io il primo che ogni volta imparo qualcosa di nuovo!!
Secondo te perchè da così tanti anni, 3 sere alla settimana ci sono persone che vengono ad ascoltarmi per imparare qualcosa su Ottimismo ed Emozioni??
Beh, qualcuno perchè non sa che fare…
ma tutti gli altri perchè avvertono di essere un pò pessimisti e non amano lo stato d’animo in cui stanno più spesso.
Perdonami la semplificazione ma è così: nessuno lo dice così apertamente certo, a sentire la prima sera, tutti vengono per “curiosità” e i più fantasioni dicono di venire per “aiutare” un amico pessimista….ma in realtà molte più persone di quello che pensiamo vivono una vita psicologica dominata dalla “tristezza e il pessimismo” e stanno emotivamente perennemente sotto il loro “massimo” per non dire al loro minimo!
Anni fa parlai con Silvio Berlusconi e gli chiesi cosa fosse per lui l’Ottimismo… lui mi rispose così:
“L’ottimismo è il carburante per il viaggio della vita”
La trovai una bella frase e basta ma non è che mi fece fare chissà quali riflessioni!!
Stasera invece mi sono trovato io a rispondere a una domanda… mi hanno chiesto:
“Quali sono le emozioni che prova più spesso una persona ottimista-realista? ”
Beh la risposta secca è nella foto del post: Fiducia, Calma e Curiosità.
Ma ora una breve spiegazione a questa risposta….
Noi siamo in viaggio… corriamo lungo un’autostrada lunga, lunga… non sappiamo quanto; per alcuni è lunga 100 anni, per altri 80, per altri molto meno… ma tutti corriamo lungo questa strada!
Come sempre cerco di trovare dei modi efficaci di fare capire quanto sia importante per il proprio benessere pensare con Ottimismo Realistico.
Ebbene, credo che dovremmo tutti ricordarci che i momenti difficili sono un pò come quando abbiamo paura di restare senza benzina in autostrada… Ti è mai capitato??
Viaggi con l’ansia e continui a dirti “riuscirò ad arrivare?? Quanto manca? E se poi mi blocco…cosa faccio?”
Ecco la mia metafora semplice e potente: l’ottimismo è “incrollabile fiducia in te stesso e nella capacita di imparare…. anche a chiedere aiuto“. In autostrada se proprio rimani senza benzina chiedi aiuto all’ACI, nella vita agli AmiCI
Scherzi a parte, sai quanti adulti “scopro” essere incapaci di chiedere aiuto, paralizzati dall’idea di non farcela da soli o al contrario così poco fiduciosi in se stessi da non provare mai a farcela da soli!!
La pillola di Ottimismo è questa: l’ottimista non parte per il suo “viaggio” perchè è certo al 100% che non dovrà mai fermarsi, perchè sa che non dovrà mai chiedere aiuto. L’Ottimista realista sa che alle volte “si finisce la benzina”, ma sa anche che può sempre fare rifornimento di Fiducia, Calma e Curiosità ovvero i 3 stati d’animo più utili per continuare a crescere ed imparare per tutta la vita.
Magari nei prossimi articoli parleremo di questi stati d’animo, ma ora ti chiedo di raccontare brevemente di una tua esperienza in cui metaforiacamente “ti sei fermato senza benzina” e di come hai ritrovato l’ottimismo per ripartire; lascialo scritto in un commento.
A prestissimo
Sebastiano Todero
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26 Commenti
Anita
dicembre 14th, 2008 at 15:16
Carissimo Sebastiano,
la mia stima per il tuo lavoro, impegno, missione da tanto tempo funge anche da stimolo per migliorarmi studiando, accogliendo le difficoltà altrui suggerendo come convertire il distruttivo in costruttivo.
Grazie per il continuo arricchimento che mi porgi.
Si, io mi trovo spesso ad essere poco creduta all’inizio delle mie conferenze, ma poi con l’impegno, energia, sostegno di tutte le energie e metafore personalizzate riesco a fare la breccia usando le leve dirette sull’amigdala
)
Un abbraccio di stima e gratitudine
Anita
Vincenzo
dicembre 14th, 2008 at 16:14
Grazie mille Sebastiano per il tuo impegno nel farci crescere.
Continua cosi’.
Con stima
Vincenzo
Giancarlo
dicembre 14th, 2008 at 16:35
Ciao Sebastiano ,
certo il “nuovo” non viene percepito da tutti allo stesso modo.Per accoglierlo ed apprezzarlo occorre essersi preparati e ben disposti a verificare e mettere in discussione convinzioni consolidate ,occorre coraggio e fiducia.
Trovo tuttavia molto apprezzabile il fatto che il Ministero abbia deciso di investire nel tuo corso dimostrando disponibilità intellettuale al miglioramento.Meno auto blu ,più form-azione!!!!
Un’altra cosa positiva è stato “lo scontro”che ha stigmatizzato il comportamento di quelli che non ritenevano di dover decidere in modo etico ,i contenuti evidentemente “hanno colpito”.
Meglio così,a me è capitato vedere ai corsi di formazione gente che dormiva.
Grazie per la pillola di ottimismo.
E’ proprio vero,è così che è andato avanti il mondo .Come in un processo di selezione naturale vanno avanti le idee ed i comportamenti di chi per un’ idea “è disposto a giocarsi tutto” senza sconti.Non va avanti chi predica bene e razzola male,ma chi inizia la propria battaglia comunque ,con gli altri o senza essendo convinto che è quello che
gianluca
dicembre 14th, 2008 at 17:24
Ciao Sebastiano ,credo che tu abbia lasciato il segno nel presente di questi neo dirigenti della PA. Penso che ti sei sentito responsabile di cambiare le regole del gioco.L’Etica professionale come valore da trasmettere arriva solo quando si ha a che fare con un Trasmettitore Etico.Impiantare nelle loro Menti il Concetto di Leadership Etica è una sfida motivante.Quale occasione migliore per fare del tuo meglio?D’ora in avanti i loro collaboratori si identificheranno in Loro nella misura in cui loro sapranno Essere Modelli di leadership Etica da seguire.
Caro Sebastiano è una bella sfida.Tu ,sei la loro guida e credo che il lavoro sia appena cominciato.Ci vorranno un paio d’anni di Formazione per avere dei modelli di leadership etica nella PA ma sono certo che chi ti seguirà avrà il mondo dalla sua e chi non lo farà camminerà solo in un deserto(og mandino ci stava proprio bene).
P.S. Mi sono trovato più volte a proporre ciò in cui credevo in quel momento ed ho capito in cosa ho sbagliato: Non ho mai superato le tre fasi.
P.P.S. D’ora in avanti sò come fare.
Grazie di tutto
Gianluca Sirigu
lorenzo
dicembre 14th, 2008 at 18:25
Ciao Sebastiano, io vivo la PA essendo un dipendente di un Ente Pubblico, certo non è il Ministero……. cmq spero proprio che queste “pillole” di ottimismo possano far crescere. Il problema forse è anche questo: i tagli finanziari alle risorse, da una parte sono salutari xchè ci volevano visti gli sprechi che perduravano da tempo, dall’altra sono negativi, xchè i tagli sono stati fatti dove non dovevano, nella ricerca. sperimentazione e miglioramento del servizio, sopratutto verso i cittadini. Della serie….. si continua ad incentivare i Dirigenti, anche se a volte non meritano affatto…. e dall’altra si penalizza inesorabilmente chi ha voglia di fare…… CARPE DIEM comunque per il tuo tentativo, con stima Lorenzo.
Andrea
dicembre 14th, 2008 at 18:52
Bravo Sebastiano, grazie per il tuo articolo.
Le resistenze che bisogna superare sono quelle dentro sé stessi, ma anche quelle che trovi fuori da te, ed è anche vero che sono sostanzialmente il riflesso di quello che ti riguarda.
Ma quando il tuo compito è quello di portare una differenza in un ambiente che tende ad auto mantenersi uguale, allora si che le tre fasi vanno riconosciute e affrontate.
Qui servono le risorse che hai messo in gioco: impegno, dedizione, motivazione, competenze, etc.
Grazie, ciao
Andrea
nicola
dicembre 14th, 2008 at 19:04
Caro Sebastiano, penso che si debba sempre combattere nella PA perchè ognuno pensa sempre e solo a se stesso, ad ottener quel qualcosa di più rispetto agli altri forse neanche pensando di meritarlo. C’è molta presunzione e nessuno accetta di fare semplicemente la propria parte. Per questo a volte mi sento un pò pesce fuor d’acqua, ma la mia passione mi fa andare avanti. Forse bisogna trasmetterla anche agli altri, ma penso basti farla vedere. Un caro saluto
Giovanni Scruzzi
dicembre 14th, 2008 at 19:39
Caro Sebastiano.
Rimango affascinato dal tuo racconto. Dell’entusiasmo e dalla grande volontà nel volere portare a termine con successo, con buona semina, in un terreno poco ricettivo.
Grazie,
Giovanni.
Luana
dicembre 14th, 2008 at 19:43
Un consiglio non utilizzare il termine “Posso condizionare qualcuno che possa condizionare a sua volta….” Non è condizionamento l’apertura mentale a vedere un lato positivo in ogni cosa.
L’esperienza insegna, più ostacoli si incontrano e più la tua determinazione ti arrichisce e alla fine gratifica. AUGURI!
Sebastiano Todero
dicembre 14th, 2008 at 20:02
Ciao Luana
Hai ragione!! Nessuno può condizionare nessun altro! e se mai fosse possibile non sarebbe “etico”.
In effetti io ho scritto “influenzare” che ritengo un verbo molto diverso da “condizionare”.
Dal mio punto di vista “influenzare positivamente” è qualcosa di ottimistico e realistico: ottimistico perchè significa cercare di incidere positivamente nella vita delle persone con cui si ha a che fare…. mentre è realistico perchè tu sai fin da subito che non puoi controllare il risultato complessivo ma solo quello che dipende da te!
Grazie per la considerazione!
Continua a leggermi e se non l’hai fatto iscriviti alla lista degli ottimisti così riceverai sempre queste Pillole di Ottimismo.
Sebastiano
Martino
dicembre 14th, 2008 at 23:06
Si mi è capitato varie volte, ma vuoi mettere : sentire altri, magari dopo mesi, riproporre le mie tesi, usando le stesse parole e metafore.. io dietro le quinte che me la sghignazzo ! che soddisfazione! Pazienza se ne perdo la paternità, ma l’idea che va avanti è mia!
grazie e complimenti!
P.S.: Te la ridi da buon ottimista seminatore
Giuseppe
dicembre 14th, 2008 at 23:49
Ciao Seba, sono un piccolo funzionario che quasi 30 anni fà, cercava di migliorare l’andamento dell’Ufficio. Sono stato richiamato per “attaccare il ciuco dove vuole il padrone”.
Oggi metaforicamente spero che “il padrone sia attaccato dove vuole il ciuco”.
Voglio dire ci deve essere un amore per il proprio lavoro,passione e dignità. A questo punto tutto cambia e migliora, anziché continuare a lamentarsi. Ciò vale pure nei rapporti coniugali o con gli amici.
Buon lavoro e buona energia a tutti.
Bruno
dicembre 15th, 2008 at 10:53
Ciao Seba,
mi piacerebbe sapere in che modo hai fatto fronte all’aggressività tipica di chi non vuole sentire le tue ragioni.
Io sì, mi ci sono trovato in passato e devo dire che ho subito la situazione facendomi sopraffarre dalla negatività.
Ovviamente quando la tua crescita personale è orientata all’ottimismo ti rialzi da queste situazioni, ma le persone a cui avrei voluto trasmettere la mia visione positiva? loro non credo abbiano potuto ricevere molto da me….
Grazie
Bruno
URSULA
dicembre 15th, 2008 at 11:41
Ciao Sebastiano,
non ho mai voluto fare neanche un concorso nella P.A. …ma avrei voluto essere al tuo seminario!!
Una bella sfida, lo ammetto. Non ti arrendere! Sembra che nessuno voglia essere ottimista, come se fosse un peccato mortale!! Ti prendono per sciocco perchè oggi c’è la crisi e se non sei pessimista sei pazzo!! Come se servisse a qualcosa…
Complimenti per le tue argomentazioni e grazie per infondere in tutti noi ottimismo quotidiano e non “ingenuo”.
Con stima e simpatia.
Ursula di ADM
Daniele
dicembre 16th, 2008 at 18:34
Capisco la difficoltà che hai incontrato e ti possodire che nelle amministrazioni pubbliche c’è una grande maggioranza di pessimisti.
Io faccio l’assessore e da quando ho avuto questo incarico mi sono detto che non avrei mai fatto il dipendente pubblico perchè è un lavoro demotivante.
Ci vorrebbero centinaia di corsi per buttare dei semi di ottimismo su un terreno molto arido, con la speranza di far fiorire qualcosa.
Daniele
GIULIA G.
dicembre 17th, 2008 at 11:26
Caro Sebastiano, lavoro in una P.A. o meglio in un Consiglio regionale. Ho fortemente voluto vincere questo concorso ed è successo.! Un Consiglio regionale è un “parlamentino” e il lavoro è in continuo movimento….è difficile annoiarsi.
Il ho tenacemente costruito una serie di relazioni instaurate sul piano personale. Mi spiego meglio: sono una creativa e creo gioielli con i cristalli Swarovski. Siccome sono brava ho, con molto garbo e savoir faire, proposto alle colleghe le mie creazioni che hanno avuto molto successo!!!!
Questo mi ha permesso di inserirmi a livello personale e quindi una volta che si parlava di lavoro il dialogo è risultato essere molto piu’ rilassato e costruttivo. Naturalmente non con tutte ha funzionato!
Un abbraccio a tutti voi
giulia
Lorenzo
dicembre 17th, 2008 at 13:59
Ciao Sebastiano! Complimenti per la tua iniziativa! Sono un ingegnere che lavora in una pubblica amministrazione dove tutti ci si lamenta, dove spesso, ed anche dirigenti pagati lautamente, cercano di scaricare su altri lavoro e responsabilità ,vi sono persone incompetenti e dove vige molto pessimismo, poichè ritengo che nel proprio lavoro ci vuole passione , entusiasmo ed un buona dose (“pillola “) di ottimismo come dici tu è importante aver fiducia , calma , senza farsi condizionare da nessuno, poiché sta a noi “dire di no” a tutto ciò che svilisce e annienta il senso della propria dignità e “dire si” a tutto ciò che valorizza e fortifica un solido senso di autostima, pertanto a te va tutta la mia stima e fiducia per il tuo lavoro, ed il tuo impegno per migliorarci. Grazie! Lorenzo
Nick
dicembre 19th, 2008 at 17:14
Ciao Sebastiano,
inizio dalla tua ultima domanda.Sì mi è capitato di recente.
Intendo dire che ho proposto qualcosa in cui credevo senza essere creduto.
La sensazione iniziale potrebbe essere sicuramente disarmante, ma potrebbe essere anche raccogliere una sorta di sfida e cimentarsi con impegno e “sana” perseveranza per magari VINCERLA!
La mia esperienza è questa:lavoro nell’ambito di servizi innovativi web-mobile per marketing-comunicazione.Ho proposto un concorso a premi tramite invio sms su un circuito di attività commerciali con la partecipazione di media-partners locali.
Beh all’inizio sembrava un’impresa trasferire l’importanza di reagire alla situazione economica contingente facendo qualcosa anche se magari un po’ innovativo per una cittadina del profondo sud (in cui io attualm. vivo) un po’restia ai cambiamenti e non avezza alle nuove forme di comunicazione.
Però mi sono detto “Se non ci credi fortemente tu perchè dovrebbero farlo gli altri?”
Allora ho cercato di alimentare sempre più la fiducia che ce l’avrei fatta, sviluppando una visione e coinvolgendo con il mio entusiasmo i miei interlocutori per abbattere il clima di depressione e dell’ormai consolidato “eh ma c’è crisi…”
Quindi questa esperienza per me fortemente costruttiva e profondamente gratificante mi ha insegnato che quando ci cimentiamo in qualcosa in cui crediamo fortemente se non ci facciamo condizionare ma viceversa influiamo positivamente su gli altri possiamo farcela.
E per concludere come recita un famoso libro di Coelho: “…….chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà,è perchè questo desiderio è nato nell’anima dell’Universo.Quella cosa rappresenta la tua missione sulla terra”
Forse mi sono dilungato un po’ troppo
Un saluto e buona Accademia a tutti noi!
Antonio
dicembre 20th, 2008 at 01:58
Ho letto tutti gli infoprodotti che mi hai inviato con il primo mese ed ho capito subito che si tratta di nozioni prese qua e la messe assieme ed impacchettate giusto per fare un po’ di soldi.
Devi aver seguito anche tu il corso su come creare e vendere dei prodotti dal nulla.
Anche l’Ottimismo e l’Intelligenza Emotiva di cui parli sono trattati in maniera molto superficiale rispetto a chi li conosce veramente e ci lavora quotidianamente. Fino ad oggi non ho imparato nulla di nuovo dai tuoi post ne tantomeno dalle tue prime pubblicazioni.
Senza rancore.
Antonio
Sebastiano Todero
dicembre 20th, 2008 at 04:18
Caro Antonio: “anche nel miglio ristorante, alla fine qualcuno esce dicendo di aver mangiato male”
Dopo circa 15 anni che mi occupo professionalmente di questi argomenti, una laurea in psicologia, svariate specializzazioni e una collaborazione attiva da 5 anni con l’università di Pescara in qualità di “cultore della materia” e membro delle commissioni d’esame a psicologia delle comunicazioni….
arriva il sig. Antonio e dice che “… ha capito subito che io scrivo cose prese qua e la… tanto per far soldi”.
Ai, ai c’è proprio spazio per tutti nel web:-)
Antonio, lascio il tuo commento on-line in mezzo alle centinaia di altri commenti entusiasti e contenti di quello che tu svaluti proprio perchè voglio essere ottimista fino in fondo…e penso che i casi sono 2:
1) sei un genio della psicologia e non potrai imparare nulla di nuovo, non perchè io non scriva nulla di nuovo ma perchè tu sai già tutto. In questo caso ti ammiro e forse sarò io a imparare da te.
2) sicuramente sei in buona fede e quando parli dei miei post da cui non hai imparato nulla… trascuri il fatto che io non volevo insegnare nulla!! sono dei post e non dei manuali!!
Questo BLOG è un posto dove io scrivo le mie esperienze in cui vedo una chiave di lettura ottimistica… lo faccio gratuitamente e quindi non capisco cosa centra il fatto di “fare un po’ di soldi”.
Dici che tratto l’Ottimismo e l’Intelligenza Emotiva in maniera molto superficiale rispetto a chi li conosce veramente….. e mi domando a chi ti riferisci?? A Daniel Goleman, a Martin Seligman, Daniel Khaneman, Luigi Anolli, Francesco Alberoni …
Beh ovviamente non hai specificato cosa tu hai letto di quello che ho scritto io… ma comunque penso proprio che tu abbia letto qualche articoletto qua e la…. in modo superficiale!!
Conosco e ammiro i lavori dei più grandi studiosi di Ottimismo e Intelligenza Emotiva e credimi che nei miei libri (non nei deliberatamente leggeri post del blog) trovi delle informazioni molto rare e preziose e questo lo dicono tutti quelli che li hanno letti. Tu li hai letti?
Comunque nemmeno la mia risposta ha rancore ma piuttosto stupore… perchè non capisco come mai hai perso tempo a dirmi che “fino ad oggi” non hai ancora imparato nulla”…. nemmeno fossero anni che leggi i miei post!!
Comunque Antonio il tuo commento è abbastanza denigratorio ma soprattutto non è costruttivo perchè se mi avessi detto in cosa non sei d’accordo o cosa non ti piace… forse avrebbe avuto un senso ma così…
Lo lascio li perchè 1 pessimista in mezzo a tanti ottimisti fa “folclore”.
Se devi commentare fallo dicendo cosa ti piace o cosa non ti piace non per dire “nulla” con linguaggio dispregiativo. Nessuno ha bisogno di imparare l’arte di trovare il “negativo”…..
Con Ottimismo
Sebastiano
Maurizio
dicembre 25th, 2008 at 10:55
Caro Sebastiano, grazie per quello che scrivi e per come lo scrivi. Mi torna in mente una barzelletta:
Che differenza c’è tra un ottimista ed un pessimista?
Nessuna, il pessimista è solo più informato.
Ma era scritta da un pessimista incallito.
Se mi permetti, ai tuoi libri nello scaffale, aggiungerei un volume: Obiettivi.
Se non sai dove vuoi andare è difficile avere calma e fiducia.
Un abbraccio virtuale e grazie di nuovo.
Non ti mando auguri per il prossimo anno, mi sanno di pessimismo.
Ti mando certezze di un nuovo anno felice e sereno, a te ed a tutta la lista
Maurizio
Sebastiano Todero
dicembre 25th, 2008 at 16:22
Grazie a te maurizio e a tutti
sonia
dicembre 25th, 2008 at 19:40
caro seba,
è vero, anche io ho avuto e sto avendo un periodo in cui credo che
la benzina, cioè l energia e la speranza sembrano esaurite!com mi risoleevo? leggendoti e sforzandomi di pensare positivo perke non vi è altra soluzione,specie quando sei circondato da persone che non sono cosi motivanti o ke hanno gia avuto tutto e si lamentano lo stesso !roba da matti!chi soffre veramente nn si lamenta in giro!
un bacione,grazie.
Cristina
gennaio 7th, 2009 at 12:26
Ciao Sebastiano! Non sono purtroppo ancora riuscita ad entrare bene e a concentrarmi sugli argomenti che spieghi e proponi con tanta passione. Purtroppo ho un lavoro che mi fa viaggiare e mi tiene occupata sempre e quindi non posso dare giudizi nè fare commenti troppo ‘pertinenti’. Sono sicura che il corso che sto seguendo on line mi farà bene e sono altrettanto sicura che tu sia un professionista serio e preparato…magari dovresti andare a parlarne ai’vecchi’ dirigenti della pubblica amministrazione che credo abbiano perso di vista il significato della parola…:-) complimenti per il tuo lavoro comunque. Sono sempre ammirata dalle persone che riescono a trasformare le loro passioni nel loro lavoro.
Cristina
gennaio 7th, 2009 at 12:27
…ERRATA CORRIGE…dimenticata..
Sono sicura che il corso che sto seguendo on line mi farà bene e sono altrettanto sicura che tu sia un professionista serio e preparato…magari dovresti andare a parlarne ai’vecchi’ dirigenti della pubblica amministrazione che credo abbiano perso di vista il significato della parola…ETICA:-) complimenti per il tuo lavoro comunque. Sono sempre ammirata dalle persone che riescono a trasformare le loro passioni nel loro lavoro.
Andrea
luglio 30th, 2010 at 22:06
Ciao Sebastiano,
durante l’ultimo biennio delle superiori ho attraversato un periodo nel quale, a causa di situazioni che chiunque vorrebbe rifuggire, andavo male a scuola, ma fortunatamente mi e’ venuta un’idea, dato che l’indirizzo che ho frequentato non e’ che mi piacesse chissa’ quanto, infatti poi ho deciso che, dopo il diploma, mi sarei iscritto ad un’universita’ che avesse come materie, quelle umanistiche.
Infatti questa idea e’ stata per me come spingere l’acceleratore. Il risultato quindi, qual è stato? Che mi son diplomato (dentro di me neanche albergava nella mente l’eventualita’ di essere stato bocciato), quindi grazie alla Legge di Manifestazione (che allora neanche conoscevo) sono riuscito a frequentare l’universita’ e ora sono ad un ottimo traguardo.
Andrea