ottimismo anche in prigione

Ebbene si dopo oltre 10 anni che “spaccio ottimismo” indisturbato, senza che nessuno dica nulla… ora è finita e mi hanno preso e sbattuto ad Alcatraz!

Proprio così… i giornali, la televisione e la radio ne parlano e hanno diffuso la notizia e io non posso negare l’evidenza… è tutto vero e in effetti anche questo post lo sto scrivendo proprio da Alcatraz.

Beh naturalmente sto scherzando un po’ sul fatto che mi hanno arrestato, ma che io stia scrivendo il post da Alcatraz è verissimo, solo che si tratta della famosa “Libera Università di Alcatraz” di Jacopo Fo ovvero un meraviglioso e sconfinato agriturismo culturale immerso nelle colline di Gubbio.

Che ci fa l’esperto di Ottimismo Realistico dal figlio di Dario Fo in un posto chiamato Alcatraz?

Ebbene sono stato invitato al primo congresso nazionale sulle BuoneNotizie che vede riuniti per la prima volta importanti realtà giornalistiche che da anni lavorano attorno al tema dell’informazione positiva.

In pratica si tratta di una serie di media, alcuni tradizionali (giornali di carta stampata) e altri considerabili NewMedia come siti internet e webTV, che hanno deciso di “schierarsi” dalla parte delle notizie positive e quindi in parziale conflitto con la comune visione “negativa e allarmistica” di buona parte dei media tradizionali.

Ovviamente non si tratta di una “battaglia” e tanto meno della volontà di avere solamente giornali che parlano di belle cose o storielle a lieto fine… ma si tratta però di non lasciare nemmeno che si verifichi il contrario!

Quindi al di la degli scherzi, un gruppo eterogeneo di protagonisti della comunicazione, si è riunito attorno ad una tavolo per riflettere pubblicamente sul ruolo della comunicazione positiva nella società .

Moderati dal Prof. Davide Pietroni (docente di psicologia delle comunicazioni di massa) assieme a economisti, giornalisti, persino attori e scrittori come lo stesso Jacopo Fo daremo vita a questo primo congresso nazionale delle BuoneNotizie per riflettere sul ruolo delle “positività” nel panorama dell’informazione e della comunicazione di massa italiana.

Che dire… come appassionato, studioso e divulgatore di ottimismo non posso che essere pienamente d’accordo sull’intento di vedere aumentare il numero delle Buone Notizie nei giornali e nelle televisioni e se mi segui sai bene che per me l’aspetto ottimistico della vita è semplicemente vero e realistico quanto quello pessimistico… ne di più ne di meno, ed è per questo che io stesso parlo sempre di Ottimismo Realistico.

Questi professionisti del giornalismo si sono impegnati a voler dimostrare che “non è vero che tutto va male” (titolo del libro di Michele Dotti) anche se è vero che alcune cose vanno male e altre vanno bene!!

La verità è che spesso i media lasciano un “vuoto” affianco alle notizie vere ma negative; il vuoto delle Buone Notizie che invece andrebbe riempito con lo stesso impegno.

Io naturalmente sono stato invitato a parlare di Ottimismo e magari nel prossimo post racconterò come è andata ma voglio lasciarci con la solita pillola

La pillola di Ottimismo è questa: i giornali e i media raccontano quello che succede nel mondo ed è giusto che riportino le brutte e le buone notizie…. ma siamo noi gli artefici massimi delle buone notizie, il vero ottimismo realistico sia basa su quello che ognuno di noi può fare e dare. C’è un potere enorme e sottovalutato nella positività che ognuno può dare con il proprio esempio e la propria influenza.. Una società fatta di ottimisti sarà necessariamente una società più vicina all’Ottimo. Nessuno di noi può cambiare la società o il “mondo” intero; non è realistico! Questo non è un  buon motivo per rinunciare a cambiare se stessi… smetterla di lamentarsi e “denunciare” ma iniziare invece ad allenarsi e proporre delle alternative, ognuno nel suo ambito di competenza: questo è realistico!

Lascia un commento e raccontami di una piccola o grande cosa che pensi di saper fare bene, in cui ti senti abbastanza competente anche se non sei il “campione del mondo”.

Io cerco esempi di “ottimo personale”, voglio che tu possa raccontare il tuo “ottimo” per ispirare gli altri a fare altrettanto o meglio ancora.

Ti saluto e di do appuntamento al prossimo post per il racconto di come è andato il congresso delle BuoneNotizie.

Sebastiano