Ciao, oggi ti racconto di un mito dell’ottimismo e del pessimismo.
Da 10 anni tengo corsi su come pensare in modo ottimistico e da 10 anni sento i miei corsisti raccontare in modi diversi la storia che ti racconterò in questo post.
Così se anche tu vuoi evitare la pioggia del pessimismo… leggi le prossime righe e divertiti a scoprire come questo gattino si è bagnato tutto…
Ti dicevo che da tanti anni racconto e insegno alle persone come pensare con ottimismo realistico e per farlo spesso mi serve descrivere il pensiero pessimista. Voglio dire che per capire una cosa alle volte è utile confrontarla con qualcosa di opposto.
Quindi ad un certo punto mi trovo a parlare di pessimismo e a quel punto inizio a fare uno scherzetto chi mi ascolta
Lo scherzetto consiste nel fatto che per una decina di minuti, fingo di fare un discorso che sostanzialmente è tipicamente pessimista!!
Ecco il mio discorso finto: << cari signori, uno dei segreti del pensiero ottimista è quello di aspettarsi il peggio perché così siamo preparato nel caso arrivi e invece saremo molto contenti se per caso non arriva!!>>
A quel punto i miei corsisti mi ascoltano, mi guardano e… (quasi in coro) mi dicono: ma anche io penso sempre questo…anche io preferisco non aspettarmi mai il meglio per non restare deluso e anzi preferisco pensare al peggio per poi essere contento se invece capita il meglio… allora sono già ottimista ?!
Naturalmente quel pensiero è tutto tranne che ottimista e siccome i miei corsisti hanno appena “ammesso” di pensarla così… li inizia il corso vero e proprio!!
Ops!! anche tu la pensi così?? Allora il corso inizia anche per te!!
Dai scherzi a parte, è importante capire perché “aspettarsi il peggio per godere se non capita” non è assolutamente da ottimisti!! È innegabile però che tante persone la pensano così.
La mia esperienza mi ha portato a capire questo: abbiamo tutti paura di restare delusi!! Siamo propensi a confondere l’ottimismo con la banale tendenza ad augurarsi il meglio e pensiamo dunque che sia molto rischioso. Il ragionamento è questo: se mi auguro il meglio, se dico quello che desidero… mi espongo al rischi di restare deluso…mentre se mi aspetto il peggio sarò soddisfatto se non capita e magari ancora di più se capita qualcosa di buono!
Dove stà l’enorme problema di questo ragionamento?? Beh ci sono diversi difetti ma questi sono i principali:
1)l’ottimismo realistico NON significa augurarsi il meglio!! Casomai significa desiderare il meglio ma poi impegnarsi a realizzare questo “meglio”!
2)Comunque sia, dobbiamo capire che augurarsi il meglio può avere effetti molto diversi in base al tipo di augurio che ci stiamo facendo:
a) se si tratta di una cosa che dipende da noi realizzare, allora può essere utile anche se sicuramente non basta (ci vuole anche l’impegno).
b) se invece si tratta di cose che non dipendono da noi, augurarsi il meglio o il peggio non fa nessuna differenza sull’esito finale.
La pillola di Ottimismo è questa: augurarsi il meglio non ha nessun effetto: non influenza le cose ne in bene ne in male, poiché se le cose non dipendono da noi… andranno come devono andare a prescindere dai nostri auguri mentre se dipendono da noi ci vuole ben altro che un augurio e serve l’impegno.
Che c’entra allora il gattino bagnato?? Beh quello è un esempio di gattino ottimista ingenuo… che si era augurato il meglio (una giornata di sole) ed era anche ottimista… ma ha scoperto che se le cose non dipendono da noi (il sole o la pioggia se ne infischiano dei nostri auguri) essere ottimisti o pessimisti non cambia nulla.
La morale? Dobbiamo imparare a capire quali sono le cose che possiamo influenzare e quelle che invece non dipendono da noi… perché solo così avremo il “coraggio” di essere ottimisti e impegnarci a realizzare le prime e non restare delusi se non capitano le altre.
Forza, ora tocca a te: lasci un commento raccontami o “confessa” di una volta in cui hai pensato anche tu di non augurarti il meglio per paura di essere deluso…
Capire quando siamo ottimisti ingenui è il primo passo per diventare ottimisti realisti!
Alla prossima
Sebastiano
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8 Commenti
Gennaro Romagnoli
aprile 4th, 2009 at 13:46
Ciao Seba
bel post…in accademia parleremmo di zona 1…2…ecc…
ma qui sul tuo blog è meglio non incuriosire troppo
Bello anche lo “scherzetto” che fai ai tuoi corsisti…
proprio perchè
infatti tra poco ci casco anche io
esistono dinamiche simili (ricordi l’intervista a
Wiseman nel 4° corso di AdM? )…
Bhe…complimenti
Genna
Sebastiano Todero
aprile 4th, 2009 at 14:30
*** X Gennaro
Ciao Genna, certo che si parlerebbe di Zona 1, Zona 2 e Zona 3…. ma cosa vuoi qui noi siamo solo aspiranti ottimisti
e non ancora studenti di Nuova Psicologia Applicata…
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Un saluto
Stefano
aprile 4th, 2009 at 17:44
ciao Seba,
ma è grave se uno non pensa ottimista e nppure pessimista?
Visto che siamo perfettamente concordi nel fatto che alcune cose non le possiamo minimamete influenzare (e le altre le “costruiamo” noi stessi), mi chiedo perhé “perdede tempo” a pensare se la fortuna esiste o meno! (… è davvero ininfluente!)
Dal canto mio, preferisco pensare invece unicamente a “migliorare” me stesso per acquisire le tecniche che mi potrebbero consentire di “costruire” il mio futuro, di cui in tempi di pace come questi che stiamo vivendo ne sono certamente l’unico artefice (nel bene e nel male).
… quanto secondo te l’ottimismo realista (che condivido pienamente) è una “tecnica” maggiormente fruttuosa di risultati e quanto invece un “modo” di affrontare il quotidiano?
Grazie in anticpo e COMPLIMENTI vivssimi per la brillante fvolosa idea del primo reality-web: tra poco penso che ne vedremo altri in salsa fritta sul web, perchè l’idea piacerà e molti la copieranno forse proveranno anche anche a migliorarla (tutto è perfettibile). Ma è solo il primo che merita davvero i migliori complimenti!
Sebastiano Todero
aprile 5th, 2009 at 18:59
*** X stefano
Ti rispondo quasi punto punto perchè il tuo commento merita!
***ciao Seba,
ciao Stefano
***ma è grave se uno non pensa ottimista e nppure pessimista?
beh secondo me si può pensare solo in uno di questi due modi e quindi dal mio punto di vista se uno non pensa in nessuno di questi due modi… si è grave
perchè vuol dire che è in “pensione celebrale”! Scherzi a parte, penso che non sia possa essere solo “realisti” e quindi o si è ottimisti realisti o si è pessimisti realisti.
*** Visto che siamo perfettamente concordi nel fatto che alcune cose non le possiamo minimamete influenzare (e le altre le “costruiamo” noi stessi), mi chiedo perhé “perdede tempo” a pensare se la fortuna esiste o meno! (… è davvero ininfluente!)
Mai detto che esiste la “fortuna” anzi ho scritto un libro intero per smontare il concetto di “fortuna”. Quindi non c’è nessun motivo per “perdere tempo a pensarci”.
*** Dal canto mio, preferisco pensare invece unicamente a “migliorare” me stesso per acquisire le tecniche che mi potrebbero consentire di “costruire” il mio futuro, di cui in tempi di pace come questi che stiamo vivendo ne sono certamente l’unico artefice (nel bene e nel male).
Pienamente d’accordo.
***… quanto secondo te l’ottimismo realista (che condivido pienamente) è una “tecnica” maggiormente fruttuosa di risultati e quanto invece un “modo” di affrontare il quotidiano?
non sono certo di cosa tu intenda per “tecnica” e per “modo” ma penso che possa essere una tecnica finchè non diventa un modo abituale. Ovvero all’inizio può essere una “tecnica” di pensiero ma poi un pò alla volta diventa un “modo” naturale di pensare e interpretare il quotidiano.
*** Grazie in anticpo e COMPLIMENTI vivssimi per la brillante fvolosa idea del primo reality-web: tra poco penso che ne vedremo altri in salsa fritta sul web, perchè l’idea piacerà e molti la copieranno forse proveranno anche anche a migliorarla (tutto è perfettibile). Ma è solo il primo che merita davvero i migliori complimenti!
Grazie a te per i complimenti e se proprio mi vuoi “ringraziare” fammi pubblicità al BLOG http://www.blog-show.info e manda i tuoi amici a visitarlo!
Sebastiano
Giovanni Scruzzi
aprile 6th, 2009 at 13:55
Ciao Sebastiano e grazie ancora per le tue bellissime pillole. Ormai sono diventato un “Pilloladipendente”!
Onestamente non me la sento di dire che io non ci sono mai cascato nel trucchetto:”forse è meglio non augurarsi il meglio per evitare il rischio di rimanere deluso..”
Nel complesso però cerco di pensare al meglio senza timori.
Ho però una considerazione da fare che mi pare appropriata. E cioè:
quando la mente non riesce a raggiungere un obiettivo che si è prefissata ne nasce uno stato di insoddisfaziione che porta una ferite al proprio “Io” e che si chiama “frustrazione”.
Esiste anche una formula:
F = A – R
Dove: F= frustrazioni; A= aspettative; R= risultati
Io,tutto questo, lo riscontro sui campi da golf. Faccio un esempio: una buca PAR 4 ( che vuol dire che un giocatore medio/buono imbuca in 4 colpi), mentre un giocatore meno “esperto” può aver bisogno di 6 colpi. Se questo secondo giocatore si pone (A) l’aspettative di chiudere in 4 colpi e poi ne fa 5 di colpi, rimane un pò deluso (F). Se invece, realisticamente, si pone l’obiettivo di chiudere la buca in 5 colpi (R), e lo realizza, si allontana soddisfatto. Se poi chiudo in 4 mi sentono fino alla
“Club house”!!
Sebastiano Todero
aprile 7th, 2009 at 01:15
*** X Giovanni
Grazie per seguirmi con tanto trasporto!
Provo a risponderti anche se la risposta meriterebbe un post intero (e non è detto che non arrivi).
Prima di tutto la formula F=A-R ti suggerisco di riformularla così:
Frustrazioni = Aspettative – (Risultati – Apprendimento)
Cioè se dai Risultati che ottengo (colpo per colpo) non Apprendo nulla, allora se i Risultati sono negativi avrò della Frustrazione… ma se da ogni Risultato anche negativo elaboro un Apprendimento positivo allora da ogni colpo avrà ZERO Frustrazione e addirittura Soddisfazione!
Il “giocatore saggio” usa ogni colpo o per confermare le proprie Aspettative di eccellenza o per dire a se stesso che ha imparato qualcosa di nuovo e quindi confermare le sue Aspettative di eccellenza.
Rileggi questa frase qui sopra: non mi sono sbagliato a scrivere… intendo proprio dire che il giocatore “saggio” in ogni caso usa l’esperienza come un feedback per sentire che si stà avvicinando alle proprie Aspettative.
Si tratta di una potente euristica di pensiero che io chiamo “riciclaggio degli errori” e che li trasforma in lezioni per far meglio il turno successivo.
Dai continua a seguirmi e chiedo anche a te di farmi un pò di pubblicità a http://www.BLOG-Show.info o anche a http://www.accademiadeimiglioramenti.com dato che tu la conosci bene
Sebastiano
Giovanni Scruzzi
aprile 7th, 2009 at 22:15
Scusa Sebastiano se mi permetto di commentare la tua formula:
FRUSTRAZIONI = ASPETTATIVE – (RISULTATI – APPRENDIMENTO)
E’ sicuramente una formula che trova applicazione nella maggior parte delle situazioni. Nel golf, un pò meno. Un pò meno perchè da un colpo, o più colpi, sbagliati l’apprendimento..sfugge.
Nel mio caso, il motivo principale che rende difficile il miglioramento, credo, è la difficoltà nel sincronizzare il cervello destro (istintivo) con il cervello sinistro (riflessivo). Nel golf, questo passaggio, deve avvenire in un attimo.
Buona notte. Giovanni.
chiara chironna
maggio 14th, 2009 at 11:34
mi appare un pò tutto come un rompicapo. la luce delle cose nosce con noi credo che Dio ce la offra in dote , lungo il nostro percorso la vita ,questa fucina di eventi ci pone degli ostacoli ma anche delle opportunità che ognuno ,in virtù della propria educazione ,cultura, visione della vita riesce a cogliere o si lascia sfuggire. credo sia difficile sapere sempre in ogni stagione della vita chi siamo e cosa vogliamo. Siamo, viviamo,desideriamo scopriamo ,piangiamo. Un affettuoso abbraccio e un sorriso da Chiara