Ciao, oggi ho veramente i minuti contati ma un paio li dedico al BLOG perchè oggi sono particolarmente ottimista!!
Sai è anni che scrivo, leggo, esploro e parlo di ottimismo e ottimisti e credo di averne parlato con migliaia di persone durante i miei corsi in cui “insegno ottimismo” e durante le chiaccherate tra amici in cui imparo e scopro l’ottimismo!!
Tempo fa girellando per internet mi sono trovato “citato” in una pagina dedicata alla poesia e la cosa mia ha fatto piacere!
Che c’entra l’ottimismo con la poesia?
Sai io credo che uno sguardo ottimista e realista al mondo e alla vita che lo popola, sia anche uno sguardo poetico.Personalmente non ho un feeling esagerato con la poesia e mi ci sono appassionato raramente… ricordo di aver letto con trasporto delle poesie di Klee ( il pittore) e sicuramente di Fernando Pessoa.
Comunque chi ama la poesia, la legge e la scrive è sicuramente una persona sensibile che cerca parole per tradurre emozioni… e molto più “prosaicamente” a me viene in mente prima Mogol che altri poeti ben più dotti e forse raffinati.
Sarà che io sono un “divulgatore” ma trovo che i testi di Battisti fossero mooolto poetici e soprattutto che avvicinassero le persone qualsiasi ad ascoltare e pensare alla vita con uno sguardo “ottimista”, semplice e puro: poetico!
In quando a tradurre pensieri ed emozioni in parole e musica Mogol-Battisti restano una coppia magistrale! e
proprio l’altra sera ero ospite ad una serata in cui c’era anche Mogol per un tributo a Battisti e la sua musica a 10 anni dalla sua scomparsa.
Va beh, allora parlando di tributi e citazioni ti do il link al sito che mi citava nel contesto delle parole che parlano di emozioni: è il sito di Manuela Zen.
Manuela è un’amica che ho conosciuto quando forse le sue parole le teneva più per se che per gli altri…
ma che adesso, forse anche grazie a un po’ di ottimismo realistico, ha iniziato a realizzare il sogno di pubblicare, sulla carta e sul web le sue parole e dare corpo e sostanza alla sua poesia.
La pillola di Ottimismo è questa: le parole che lasci sono come semi… tu dille sempre come se dovessi abitare nel posto in cui le “spargi”… perchè poi un giorno torni indietro e le trovi cresciute, quelle parole, assieme a chi le ha ascoltate e che le ripropone.
Pensa bene degli altri e parlane bene, aiuti te, loro e il prossimo.
Ti piacerebbe se facessimo una raccolta di “Poesie Ottimiste”? Lasciami un parere e magari ci pensiamo assieme… se non lo facciamo su questo BLOG… dove altro?!
Alla prossima
Sebastiano

4 Commenti
Marco V
novembre 5th, 2008 at 21:55
E’ successo sia di veder crescere negli altri, sia germogliare in me, queste sementi ed è stravero che molte volte fanno bene…poesie ottimiste? sarebbe senz’altro bello…, anche se già le pillole sono eccezionali.
URSULA
novembre 19th, 2008 at 18:17
Secondo me è un’idea geniale!
Le poesie sono “pillole” che naturalmente fanno bene al cuore e noi dell’accademia dei miglioramenti ci teniamo al nostro benessere psico-fisico!!
Sono a favore della raccolta di poesie ottimiste …e posso aggiungere anche una raccolta di brani musicali o di canzoni ottimiste? Nel segreto dei miglioramenti e in altri tuoi ebook parli del “canticchiare” che fa tanto bene e costa poco!
manuela
novembre 30th, 2008 at 21:05
… Penso che le parole per diventare poesia non abbiano bisogno di rime o di particolari abilità; ma essenzialmente di sincerità, di quella verità che è dentro di noi. Le parole ci servono per raccontare quella verità a noi stessi, ci servono per condividere con gli altri ciò in cui crediamo.
Una notte ho fatto un sogno strano: sulle pareti della casa di un uomo di una certa età, colto ed elegante, c’erano delle frasi scritte in inglese, le aveva scritte lui stesso per averle sempre presenti.
Nei giorni successivi via sms ho proposto quelle frasi a vari amici chiedendo a ciascuno la propria interpretazione.
Da quello che mi è stato risposto ho elaborato una cosa che non mi riesce di chiamare poesia; ma che amo perchè non è soltanto mia.
Non riporterò la “poesia” che ne è risultata; ma le frasi in inglese così come le ho sognate.
“In my hands
the ever’s fear.
My hands
spent me:
the fear
disappeared.”
Questa invece è una domanda e un tentativo di risposta, senza rima…
“…
C’è altro
che io possa dar via?
Saranno ancora illusioni?
Sarà ciò che scelgo,
sarà ciò che amo,
emozioni
che mi rendano fiera.”
Manuela
Катя
dicembre 20th, 2009 at 17:25
Интересно, я попробую.