Oggi parliamo di un grande classico della “cultura motivazionale”: Rocky Balboa e i suoi allenamenti.

Ti dico che sono un “classico” perchè il film di Stallone viene spesso usato nei corsi di Sviluppo Personale e celebri sono i commenti fatti da Tony Robbins ma anche quelli dei miei amici Roberto Re o Livio Sgarbi.

Perchè dunque Rocky è un personaggio Ottimista e fonte di ispirazione? Intanto guarda questo video…

Beh se hai visto i 6 film della serie,  sicuramente sai che si tratta della storia di un pugile che attraversa mille avventure per riuscire a conquistare, perdere e riconquistare la gloria e il titolo di campione del mondo… ma soprattutto il titolo di uomo, di marito, di padre e in generale di “persona soddisfatta di sé”.

Beh oggi parliamo dell’uomo “vero” che c’è dietro Rocky Balboa…Non tutti sanno che la storia di Silvester Stallone è veramente una leggenda e che in buona parte i suoi film sono proprio una trasposizione dei suoi “drammi” e delle sue “vittorie” personali.

In particolare la storia che c’è dietro la nascita del I° Rocky è veramente da “campione di Ottimismo” e tutto nasce il 24 marzo del 1975, serata  in cui Stallone va a vedere un incontro di box tra il famoso Muhammad Ali e il meno noto Chuck Wepner.

All’epoca Stallone era un “attorucolo” sconosciuto ma decisamente ottimista e sognava non solo di diventare un attore famoso ma anche regista e sceneggiatore. Tutti gli dicevano che con quella mezza paralisi al viso e con quel fisico da “gorilla” non avrebbe mai potuto girare un film di successo… il mondo è pieno di pessimisti poco lungimiranti!!

Di fatto quella sera l’incontro tra Chuck Wepner e Muhammad Ali è memorabile perchè dura ben 15 riprese e vede un paio di volte il grande Ali al tappeto. Alla fine Wepner perde ai punti ma il pubblico lo esalta e lo incorona vincitore morale del titolo perchè aveva dimostrato di resistere fino alla fine e di essere all’altezza del campione.

Dall’altra parte invece il pubblico quasi deride Muhammad Ali che non è riuscito a battere quel pugile semi sconosciuto con netto KO ma si è accontentato di vincere ai punti rischiando per giunta di essere lui a finire al tappeto. Un vero smacco per il campione del mondo in carica!!

Lasciando perdere le vicende sportive vere e proprie, se ha visto il film Rocky I° ti sei già accorto che è esattamente la stessa storia: Balboa al posto di Wepner e Apollo al posto di Ali. Alla fine vince Apollo ma così di poco che sarà praticamente costretto a ridare una possibilità al suo sconosciuto sfidante…

Ok, ok… questa è la storia di come un attore alle prime armi vedendo un incontro di box tra un atleta quasi sconosciuto e un campione, trova l’ispirazione per scrivere la sceneggiatura di un film (praticamente copiando la vicenda pari pari)! Ma non è ancora questo il punto chiave!!

Quella sera del 1975 Stallone torna a casa esaltato e si chiude 3 giorni nella sua stanzetta per scrivere la sceneggiatura di quello che è convinto sarà un film storico e che lo renderà famoso; ti ho detto che Stallone era molto ottimista.

In realtà da quella sera inizia un vero calvario perchè quando Stallone inizia a proporre la sua sceneggiatura la maggior parte dei produttori lo prende in giro perchè dicono che è una storia banale, altro gli dicono che la storia è “carina” ma che di certo non può essere lui l’attore principale e comunque lo propongono come film di serie B.

Stallone invece vorrebbe una produzione in grande stile e un lancio alla grande… Ottimista megalomane :-)

Di fatto Stallone inizia un vero e proprio allenamento mentale, per imparare a proporre la sua sceneggiatura sempre meglio e far capire cosa ha in mente… fino a quando arriva la prima grande opportunità: qualcuno accetta di produrre il film in modo serio e gli offre un sacco di soldi ma per lasciare la parte di Rocky ad un attore più famoso e secondo lui più adatto a rendere il ruolo.

Stallone era ottimista ma anche squattrinato e accettare tutti quei soldi sarebbe sembrato molto “saggio”, invece rifiuta perchè il suo obiettivo era molto preciso: una grande produzione e lui come attore (niente di meno)!!

Così gli allenamenti continuano e nel frattempo si allena anche fisicamente per essere più in forma e adatto al ruolo di pugile… fino a quando un bel giorno incontra un produttore che accetta le condizioni di Stallone ma gli propone di prender solo delle percentuali sugli incassi e nessun fisso: o il film sarà un successo o non si guadagna nulla!!

Stallone non ci pensa due volte e da vero ottimista accetta subito, talmente è sicuro che il film piacerà e lui avrà tutto il successo e i soldi che sognava.

Alla fine, non solo il I° Rocky vincerà addirittura 2 oscar, ma darà il via ad una delle serie cinematografiche più longeve (ben 6 film) e con gli incassi più alti di sempre, rendendo Stallone uno degli attori più celebri e conosciuti.

Insomma per noi degli anni ’70 Rocky è veramente un mito ma ancora di più lo è l’ottimismo del suo inventore e mi piace tantissimo l’idea di vedere i suoi “allenamenti” come una metafora semplice e potente per ricordarci che solo con tanto ottimismo e perseveranza si arriva in vetta, si realizzano i sogni e si diventa persone felici.

Le condizioni di partenza contano certo… ma come vedi in questa storia (sia quella di Stallone che quella di Rocky) ciò che conta veramente è la fiducia in se stessi e nella propria visione.

Questi allenamenti non si improvvisano ed è per questo che oltre a continuare a scrivere in questo blog ho creato il CLUB degli Ottimisti e mi piacerebbe che tu possa valutare gratuitamente di farne parte, perchè sono tantissimi gli allenamenti che possiamo fare assieme, ognuno per “vincere” la sua sfida e tutti con i muscoli del coraggio e della fiducia!

Clicca qui per valutare senza impegno e poi fammi sapere cosa ne pensi.

Un saluto caro
Sebastiano-Todero