Una ferita all’ottimismo e come curarla

ferita alla manoTi capita mai di attraversare dei periodi difficili in cui una questione di lavoro, di salute o di relazioni… prende tutta la tua attenzione e quasi non ti fa dormir di notte per quanta è la paura di non poter risolvere la faccenda?

L’animo non si può fasciare con le garze che si mettono per un taglio alla mano e in certi periodi è normale sentirsi pessimisti e temere che tutto andrà per il peggio, che non arriverà la soluzione e che il problema resterà irrisolto… soprattutto se ci sembra di averle provate tutte senza successo.

Dentro di noi si forma la sensazione che quel problema sia irrisolvibile, che non passerà mai, che sia il più grave di tutti i problemi… e che noi, povere vittime della situazione, saremo schiacciati da un destino avverso che ci riserva il peggio!

Ecco… se ti sei mai sentito così, sappi che è in questi momenti che dovresti imparare a pensare con Ottimismo Realistico, anche se in realtà quando sei in mezzo a quel turbine di pensieri negativi è troppo tardi e ti sembra che tutto sia perso e addirittura chi ti dice di “essere ottimista” lo manderesti a quel paese!!

A me è capitato tanti anni fa quando il mio ottimismo era spontaneo ma non educato e quindi non era resistente; infatti è bastato un periodo difficile per metterlo a dura prova, tanto che stavo per cedere e avevo già fatto il primo passo verso il rovinare tutto. Di sicuro avevo mandato a quel paese il mio dottore che, mentre mi curava la mano, mi diceva di essere ottimista!!

Ma cosa c’entrano una mano ferita, le garze del dottore e un pessimista che lo manda a quel paese? Lascia che ti racconti come è andata e come, quasi per un colpo di fortuna, ho scoperto che si può imparare l’Ottimismo… alla fine della storia saprai anche tu come farlo!

C’era una volta un pessimista inconsapevole
con una ferita alla mano che nascondeva
una ferita interiore da curare senza garze !

Non avevo mai capito come fosse importante lo stile di pensiero fino a quando non ho dovuto affrontare un periodo veramente difficile in cui tutto mi sembrava negativo e stavo veramente perdendo le speranze. Nel mio caso era un problema di lavoro ma immagino che sarebbe stato lo stesso se avessi avuto un problema di salute o d’amore. Vedevo tutto “nero” e mi sembrava che sarebbe potuto solo peggiorare. Ingigantivo il problema e se qualcuno mi diceva di “pensare positivo” mi arrabbiavo ancora di più perchè pensavo che non poteva capire la mia situazione e che io non ero “colpevole” di quel problema ma solo una vittima!

Per come vivevo in quel momento nulla mi sembrava possibile e tanto meno che un semplice cambiamento di 4 convinzioni avrebbe potuto ridarmi fiducia e speranza. Oramai ero entrato in un circolo di pensieri negativi e mi sembrava che tutta la mia vita fosse problematica… ma la cosa peggiore è che le mie paure si stavano realizzando perchè nonostante il problema fosse solo con il lavoro, un po’ alla volta anche i rapporti in famiglia si stavano logorando.

Ero sempre nervoso, preoccupato, scontroso… e le persone accanto a me cominciavano ad evitarmi e davano segno di non sopportare più le mie continue lamentele.

ferita alla mano

Ma questo non era ancora il peggio… perchè se non avessi cambiato il mio modo di pensare… forse mi sarei addirittura ammalato! Infatti credo di aver toccato il fondo quando durante una normale visita medica per un banalissimo taglio ad una mano… il dottore mi disse che la ferita si sarebbe sistemata in poche settimane ma che invece mi vedeva molto teso e preoccupato con un viso “scuro” e con una voce triste che non aveva mai visto 🙁

Il colpo di scena arriva quando il dottore “osa dirmi“:
<< Guardi che pensare negativamente rischia di peggiorare anche la salute! Perchè non prova ad essere più ottimista? >>

Sai cosa è successo? Gli ho urlato in faccia che non doveva rompermi le scatole con queste cose da “mezzo psicologo” e che si limitasse a curarmi la ferita… che al mio benessere mentale ci avrei pensato io!

Sono uscito dallo studio del medico vergognandomi per come avevo reagito e con la mia mano piena di garze ma non immaginavo che proprio quella mano mi avrebbe aiutato a cambiare in meglio…

libreira a veneziaNei giorni seguenti passeggiavo per le calli di Venezia quando una copertina di un libro mi saltò agli occhi:Imparare l’Ottimismo: come cambiare vita cambiando il pensiero“.

Non vado spesso a Venezia ma quel giorno ero li e ho incontrato questo libro.

Era un libro che forse non averei mani notato ma complice il consiglio del mio dottore (che avevo tanto disprezzato!!) ho deciso di acquistarlo per poterlo leggere immediatamente.

Sinceramente è stata una lettura complicata perchè il libro era scritto con lo stile di un professore, pieno di dati, ricerche e cose da “scienziati” 🙂 ma il messaggio era forte e chiaro: spesso non sappiamo di aver imparato a pensare in modo pessimista e non sappiamo quanto possa essere pericoloso per il nostro futuro lavorativo, relazionale e perfino per la salute. Tuttavia la scienza aveva dimostrato che si può cambiare e si può imparare l’ottimismo.

Fare un riassunto del libro non è lo scopo di questo articolo ma se pensi che sarebbe interessante leggere un concentrato delle 3 convinzioni che Seligman consiglia di usare… fammi capire che ti piace questa pagina e ti mostro un schemino di poche righe in cui ti riassumo le famose 3P del Pessimismo e ciò che invece dovresti sapere se vuoi essere ottimista!

[sociallocker id=”16188″] Ok… ti faccio i complimenti perchè se ti piace sapere come evitare le 3 P del pessimismo significa che vuoi diventare più ottimista!

Ecco quali sono secondo Seligman le 3 convinzioni dei Pessimisti:
1) I problemi sono Permanenti e difficilmente si risolvono del tutto
2) I problemi sono Pervasivi e quando arrivano rovinano tutto
3) I problemi sono Personali e riguardano la tua identità da sfortunato

Ecco invece come (secondo Seligman) pensano gli ottimisti:
1) Nella vita nulla è Permanente: anche i problemi peggiori passano col tempo
2) Nella vita nulla è Pervasivo: tutti i problemi riguardano un aspetto preciso
3) Nella vita nulla è Personale: non siamo noi il problema ma le nostre azioni

In sostanza Seligman ci mette in guardia dalle 3P e ci spiega che il pessimismo significa pensare che un problema sia Permanente, Pervasivo e Personale.  In realtà la formula di Seligman è un po’ più articolata e non sempre è così facile da applicare perchè lui stesso avverte che pensare che il problema non sia mai Personale potrebbe indurre alla deresponsabilizzazione e questo non è positivo. Così verso la fine del libro comincia un po’ ad incasinarsi e non emerge uno schema chiarissimo con cui applicare il pensiero ottimista 🙁

In definitiva mi sento di dire che il libro di Seligman e la sua formula delle 3P sono una buona descrizione di come pensa un Pessimista ma non sempre il contrario esatto di quella formula è una buona ricetta per l’ottimismo…

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Ad ogni modo, dopo anni di studio ho elaborato una versione avanzata ma semplificata del modello a 3P che prevede 4 convinzioni (e non solo 3) ma che è più semplice da applicare perchè c’è una “ricetta unica e chiara”: 1P+3E

Nei miei corsi dal vivo ho insegnato l’ottimismo con il metodo 1P+3E a migliaia di persone e se vuoi lo puoi imparare nel mio famoso audio corso base in mp3 chiamato “30 Giorni di Ottimismo”, che fa il verso alla scatola dell’Aspirina ma che agisce sul pessimismo meglio di ogni farmaco!!

Insomma per ma la svolta è stata incontrare quel libro che ho letto con fatica… ma ne è valsa la pena perchè alla fine ho capito che la mia vera ferita non era nelle mani ma che invece avrei dovuto “prendere la mia vita nelle mani” e iniziare a cambiare il mio modo di pensare: avevo deciso che sarei diventato un Ottimista Realista!

In sostanza avevo capito che il pessimismo è una “brutta bestia” e che non è vero che siamo solo realisti! Il pessimismo si impara anche senza volerlo e te lo insegnano senza chiedertelo; te lo insegna la vita stessa e gli eventi o le persone che frequenti, i giornali e la TV. Insomma se non fai nulla per essere ottimista è più facile che le tue “ferite” peggiorino e di certo non basta una garza come per un taglio alla mano.

Avevo deciso che avrei sviluppato un modo semplice per imparare l’Ottimismo e lo avrei anche reso accessibile ad altre persone che, come me e te, passano un momento difficile e vogliono ritrovare un po’ di serenità per pensare con più chiarezza e fiducia nel futuro.

Ok… spero di averti dato fiducia nella possibilità di imparare l’Ottimismo e se vuoi fare come me comincia proprio dal libro (autorevole ma difficile) di Seligman oppure approfitta del mio lavoro e scarica subito il mio corso in 30 file audio mp3 che puoi ascoltare in poco più di 30 minuti oppure “assumere” in 30 Giorni di “terapia anti pessimismo” 🙂

In ogni caso ti auguro di non perdere mai la fiducia in te stesso e ti ricordo che per imparare l’ottimismo non dovresti aspettare il momento di sconforto e pessimismo  ma dovresti farlo come forma di “prevenzione e salute mentale” 🙂 perchè se aspetti di farlo quando ne avrai bisogno può essere che in quel momento tu non creda di poterlo fare!

Io ti saluto e ti auguro veramente il meglio e aspetto di leggere qualche tuo commento per sapere come la pensi:
– si può imparare l’ottimismo?
– perchè è utile farlo?
– se uno è pessimista può cambiare?

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